Dal 27 Ottobre 2016 al 12 febbraio 2017, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, dedica una mostra ai mobili e oggetti disegnati da Jean Nouvel a partire dal 1987.

La mostra ospita più di 100 arredi si snoda all’interno del museo dialogando con le collezioni permanenti esposte come quelle dedicate al Medioevo ed al Rinascimento per citarne solo alcune. Con l’intento di integrare i vari periodi storici e i suoi progetti, Jean Nouvel ha curato anche la scenografia catturando dei frammenti di spazio e trasformando la percezione iniziale del luogo attraverso l’utilizzo di colori caldi come oro, arancio e rosso, impiegati per valorizzare tutti gli arredi esposti.

Come altri importanti architetti del ‘900 tra i quali Mies van Der Rohe, Le Corbusier, Jean Prouvé, Gio Ponti solo per citarne alcuni, Jean Nouvel progetta elementi d’arredo da oltre 30 anni pensando sempre alla loro funzionalità, al rigore del progetto, tenendo presente il contesto sia architettonico che culturale in cui verranno inseriti; infatti Jean Nouvel sostiene: “Je ne suis pas un designer, mais un architecte qui fait du design”. In mostra tutti gli arredi progettati da Jean Nouvel per Molteni&C e UniFor.

Una collaborazione ultra ventennale nata con il progetto per gli arredi della Fondation Cartier (1994) e la nascita di un icona del design del secolo scorso: il tavolo Less e suoi satelliti, totem, cassettiere, porta computer, evolutosi poi, all’inizio del nuovo millennio in Less Less, attraverso l’utilizzo dell’alluminio in sostituzione nella lamiera di ferro. Un design inconfondibile, funzionale ma soprattutto leggero, dapprima prodotto da UniFor per il mondo dell’ufficio, successivamente proposto da Molteni&C nel mondo della casa. Sempre per Molteni&C ricordiamo Graduate una libreria componibile leggera, caratterizzata da innovazioni tecnologiche d’avanguardia o SKiN un divano ed una poltrona scultura nata in contemporanea con la costruzione del Musée du Quai Branly (2008) a Parigi. Per UniFor Jean Nouvel progetta Cases (2013), un sistema componibile per ufficio, sorprendente per semplicità e possibilità compositive e le affida la produzione di Table au Km distribuito da Gagosian Gallery e la Gallerie Patrick Seguin, tavolo in legno massiccio di grandi dimensioni, edizione limitata a sei esemplari.

La collaborazione con il Gruppo Molteni non si ferma al progetto e realizzazione di arredi ma spazia nel campo delle grandi realizzazioni Contract dove arredi ed allestimenti speciali, progettati da Jean Nouvel, trovano nelle aziende del Gruppo il braccio operativo che permette di realizzare opere che lasciano il segno nella storia dell’architettura contemporanea. A progetti come i già citati, Fondation Cartier (1994) e Musée du Quay Branly (2006) si aggiungono realizzazioni come Dentsu Tower In Giappone (Tokyo 2003), 40 Mercer a New York (2007), un esclusivo residence dove Dada ha realizzato una trentina di cucine tutte su progetto specifico utilizzando sei diversi tipi di essenze per ogni cucina. Il Municipio di Montpellier (2011), La Philharmonie di Parigi (2015) e la MoMA Tower (2016) sono alcune altre realizzazioni in cui la collaborazione ha prodotto risultati eccellenti.

Il Gruppo Molteni supporta Jean Nouvel anche in occasione di mostre temporanee fornendo non solo prodotti, ma curando la realizzazione degli allestimenti. Ne è un esempio il sistema Elementaires che è stato realizzato per la mostra “Jean Nouvel – Mes meubles d’Architecte” o la recente collaborazione con il Salone del Mobile di Milano per “Ufficio da abitare” e “Grand Hotel”.

In un’intervista del 2008, per M&C, Jean Nouvel ha dichiarato “Lavorare con il Gruppo Molteni significa lavorare con aziende e con persone che hanno una coscienza professionale e un’esperienza che è il sogno di tutti gli architetti. Io parto da un’idea, la discutiamo, la plasmiamo; cerchiamo di trovare le tecniche adatte per sviluppare un’idea che non fa parte automaticamente del principio di produzione. Poi i dettagli si vedono nell’atelier. Si fa un bozzetto in legno, si corregge, si rifà. È un approccio in un certo senso empirico ma consente di far prendere forma all’oggetto”.