Molto più di un guardaroba: riordinando abiti, camicie, borse e scarpe, la cabina armadio organizza la quotidianità, tra estetica e praticità. 

La cabina armadio è uno spazio in continua evoluzione: da elemento architettonico d’élite è oggi una soluzione sempre più diffusa per organizzare abiti, scarpe, camicie, sciarpe e cappotti, rappresentando molto più di una stanza per il guardaroba. Indossare un abito e uscire di casa è infatti un gesto importante, che collega il nostro essere della vita domestica con la vita pubblica. Riordinando vestiti e accessori, le moderne cabine armadio diventano lo spazio in cui inizia l’organizzazione della vita quotidiana, un luogo in cui praticità e design sanno unirsi in maniera sorprendente.

Una cabina armadio a misura del proprio stile

Le porte CityDoors di Doimo Cityline sono la soluzione ideale per la creazione di cabine armadio funzionali, strutturalmente solide e dall’estetica leggera e raffinata. L’intera collezione si contraddistingue infatti per flessibilità e creatività, facilitando l’atto della progettazione grazie alla capacità di assecondare molteplici esigenze di spazio, dalle rientranze, più o meno ampie, fino agli spazi più grandi che non sempre si prestano ad essere arredati con voluminosi armadi tradizionali.

Oltre alla più classica cabina armadio in camera da letto, con le porte CityDoors, se lo spazio lo consente, è possibile anche realizzare cabine armadio “collettive” dedicate a tutti i componenti della famiglia, magari in una zona di interscambio tra camere da letto e zona giorno. Oppure è possibile realizzare cabine armadio a muro, discrete e raffinate, con una parete scorrevole da inventare e costruire utilizzando i decori sabbiati su vetro – floreali, stilizzati o futuristici – che fanno dell’eleganza un elemento d’arredo.

 

 

 

Nessun limite alla fantasia

La collezione di porte CityDoors si presta a progettare anche la stanza dei più piccoli, con soluzioni che quasi scompaiono – per dare spazio alla vitalità dei bambini – e che poi riappaiono nel momento in cui diventa imprescindibile il pragmatismo e l’organizzazione di tempo e di spazio.