The Box nasce dalla partnership tra due realtà imprenditoriali complementari fra loro, Spotti e lo studio Colmanni + Minerva, e dalla loro volontà di creare un luogo fisico con la funzione di aggregatore e fucina di idee, strumenti, materiali e servizi, per la progettazione e realizzazione d’interni nel settore contract.

Uno spazio nuovo, ibrido e dinamico, dove il contenitore diventa contenuto e viceversa. Le competenze e gli strumenti messi a disposizione sono infatti integrati nello spazio stesso. La scatola esteriore è quindi il manifesto di ciò che The Box propone come contenuto.

La fusione delle capacità e competenze dei soci fondatori e di una selezione accurata di fornitori e partner, permette a The Box di offrire ad aziende e privati progetti completi: dalla progettazione alla realizzazione architettonica, edilizia e ingegneristica, dalla proposta e fornitura di arredi e decor, alla produzione su misura. Ciò è possibile grazie alla collaborazione con brand, aziende produttrici e realtà artigianali di alto profilo, che condividono questo approccio sartoriale e che trovano spazio all’interno di The Box come parte integrante della struttura e dell’allestimento e come fornitore nella realizzazione dei progetti.

Le relazioni di fiducia costruite nel tempo e la sinergia fra i diversi soggetti all’interno di The Box hanno consentito di creare una struttura dinamica, polifunzionale ed efficace, a disposizione di clienti ma anche di operatori del settore e professionisti internazionali per i quali The Box può essere un local partner, una base operativa, un contenitore di strumenti utili all’esecuzione dei loro progetti, un luogo di ricerca e progettazione, una fonte d’ispirazione. La location The Box si trova in un palazzo del ‘700 nel cuore di Milano, in Piazza Bertarelli 4. Uno spazio di 200mq, accessibile dalla prima corte dello stabile, sul quale è stato fatto un importante lavoro di riqualificazione, nel rispetto degli elementi d’epoca preesistenti.

L’intervento si è sviluppato su due livelli differenti. Il primo filologico, recuperando quanto possibile: i pavimenti in marmette, piombate e lucidate, i serramenti in legno, le travi a vista scoperte al momento del ripristino dei plafoni. Il secondo di tipo decorativo, evitando lavorazioni edili che potessero stressare un involucro forte di segno ma delicato nella struttura. Per questo motivo è stato progettato un articolato sistema di contropareti, elementi di arredo e controsoffitti, che costituiscono una seconda pelle della struttura, sotto la quale trova spazio la parte impiantistica.

La complessità della struttura e la distribuzione degli ambienti, hanno suggerito scelte formali altrettanto articolate ed eterogenee, come la realizzazione di boiserie listellari e armadiature nascoste su disegno, controsoffitti in legno, trattati come pavimenti in parquet, portali di raccordo tra una stanza e l’altra in lastre di ottone bronzato, contropareti in sughero tostato e fresato, pedane in quercia recuperata. Anche lo studio dei colori si è basato sul recupero di cromie preesistenti e sull’analisi delle funzioni. Verde intenso, blu petrolio e terracotta sono distribuiti lungo gli elementi che si trovano applicati sulle quattro pareti delle singole stanze, in funzione della destinazione d’uso.

Contropareti rivestite in piccole doghe di rovere naturale si alternano a porzioni verniciate di grigio intenso e profondo. Soffitti e pareti in muratura, come i serramenti, sono stati trattati con un grigio chiaro e caldo, ad esclusione della materioteca nella quale il grigio scuro del soffitto e delle pareti di fondo consente di apprezzare al meglio la selezione di finiture e materiali. L’illuminazione, pensata e integrata nel progetto sin dalle prime fasi di sviluppo, è il fil rouge che corre lungo tutti gli ambienti, senza mai dichiararsi apertamente, contrariamente agli elementi più decorativi distribuiti nelle diverse aree dello spazio. Il progetto è stato concepito e coordinato dall’Architetto Cristian Minerva e rappresenta un manifesto di progettualità e capacità realizzativa di The Box, nel quale si fondono la qualità sartoriale delle opere artigianali in legno e metallo, l’applicazione inconsueta di prodotti industriali e la scelta accurata di arredi, finiture e complementi in collaborazione con Studiopepe per Spotti. Brand e partner I marchi scelti per la realizzazione dello spazio, con i quali The Box lavora in sinergia sui singoli progetti su commissione, ne rispecchiano il concept e ne condividono la filosofia: Arper, Kerakoll Design House, Oikos, USM Modular Furniture. Tra questi nomi spicca quello di Arper, Main Partner del progetto, con cui The Box ha sviluppato un programma di eventi rivolti ad architetti e professionisti, che si svolgeranno nello spazio di Piazza Bertarelli nell’arco dell’anno. La partnership con Arper, che ha supportato il progetto fin dall’inizio, apprezzando l’originalità della proposta e condividendo a pieno la filosofia e il modus operandi, è maturata in anni di collaborazioni sinergiche. “Crediamo che il concept alla base del progetto The Box sia estremamente innovativo e colga in pieno un’esigenza attuale, ovvero supportare la progettazione attraverso strumenti concreti, spazi di creazione e di confronto. In questo, ci sentiamo perfettamente in sintonia con Spotti. L’approccio di Arper ha da sempre l’obiettivo di sostenere la comunicazione tra i professionisti della progettazione, come facciamo nei nostri showroom, progettati come spazi per l’ispirazione e il dialogo. Su questa identità di visione si basa la consapevolezza di quanto il progetto The Box sia originale e la nostra scelta di esserne parte”.

Paolo Gonzato per The Box The Box inaugura il 9 aprile 2016 in concomitanza con Miart, presentando per l’occasione un’installazione di Paolo Gonzato, che sarà visitabile fino a fine Luglio. L’intervento dell’artista sullo spazio è pensato in modo circolare. Sulla base di un campionamento delle cromie esistenti, come fosse una cartella Pantone, Gonzato ha realizzato dei wall-painting site-specific. Un’installazione sviluppata citando colori e materiali del luogo e degli arredi, riverberando sulle superfici dello showroom. Un racconto di geometrie si srotola sui muri e sui vetri delle finestre ed è perciò fruibile all’interno come dal cortile antistante. Parte integrante dell’installazione sono alcuni pezzi della serie OUT OF STOCK di Gonzato, in dialogo con lo spazio, il design e con la sua storia.