Niente più che una sfera poggiata, in apparente impossibile equilibrio, su un cono che fa da base. Una delle tante magie compositive di Gio Ponti. La contrapposizione di due forme geometriche elementari da origine a un oggetto originale e dalle proporzioni perfette.

La luce è diffusa e l’emissione luminosa è valorizzata dall’essenzialità geometrica del disegno. Nata in metallo spazzolato nichelato, Bilia è ora disponibile anche nella versione con cono in ottone e sorgente luminosa a Led.

Lampada da tavolo con dimmer. Cono in ottone. Diffusore in vetro soffiato bianco satinato. Cavo di alimentazione, dimmer e spina trasparenti.

Gio Ponti
Personalità eclettica, fin dagli esordi è attivo nel campo dell’architettura, della pittura, della grafica e della scenografia. Si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1920. Dal 1923 al 1930 è direttore artistico della Richard-Ginori. Nel 1926 fonda - con l’Editore Gianni Mazzocchi - la rivista Domus, che dirigerà fino alla morte. Nel 1931 viene chiamato alla direzione artistica della Luigi Fontana e nel 1932 – insieme a Pietro Chiesa - fonda la FontanaArte.E’ tra i promotori del Premio Compasso d’Oro e tra i fondatori dell’ADI, dirige in più occasioni i programmi della Triennale
di Milano ed è docente presso il Politecnico di Milano.Progetta numerosi edifici celebri - pubblici e privati - tra cui le case di Via De Togni, la casa a torre di Corso Venezia, i palazzi RAI e Ferrania, la torre Littoria al Parco Sempione, il grattacielo Pirelli a Milano, la Cattedrale di Taranto, Villa Planchart a Caracas, il Museum of Modern Art di Denver.Nel campo del design sono intramontabili gli arredi, le lampade e gli oggetti disegnati per FontanaArte, la sedia Superleggera ed i mobili progettati per Cassina, le posate per Christofle, le ceramiche per Richard Ginori.