Al Salone di Milano 2016, l’impresa veneta presenta le novità dei suoi designer, tra cucine del futuro, isole morbide e tavolini-bonsai.

 

Pieve di Soligo (TV) - 11 aprile 2016 – Innovazione, eleganza, essenzialità. È questo il mood che Gruppo Euromobil presenta al Salone 2016, con la solidità tipica delle imprese che possono contare sull’esperienza pluridecennale, ma che altresì si aprono alle ispirazioni dei grandi designer. Obiettivo? Creare l’arredo totale, ove innovazione, eleganza ed essenzialità costituiscono un unico linguaggio, interagendo con i prodotti delle tre aziende del gruppo: Euromobil - cucine; Zalf - living, armadi guardaroba, spazio bambini e ragazzi, uffici; Désirée - divani, poltrone, letti, tappeti e complementi.

Affiancato da un’ampia schiera di progettisti, architetti e designer di consolidata fama internazionale, il gruppo veneto conta come sempre su collaborazioni di prestigio italiane ed estere.

Ecco che nell’anno di EuroCucina Marco Piva firma la cucina ARTE, la “cucina del futuro”, com’è stata descritta dal progettista, un oggetto di forte valore estetico. Piastre, lavelli, rubinetti, cappe, possono scomparire e apparire grazie a un sistema meccanico, ante nascoste nei contenitori, contribuendo a conferire un assoluto senso di pulizia ed eleganza alle infinite possibilità composizioni.

Roberto Gobbo, designer esclusivo di Gruppo Euromobil, rivisita per Euromobil la cucina Filò, celebrando in chiave innovativa i 25 anni dalla sua creazione; senza dimenticare il passato, ma guardando al futuro, l’archetipo della cucina tradizionale è rivisitato, e l’intento oggi è quello di viverla, per ritrovare il gusto di dialogare mentre si cucina e perché lo spazio non sia solo una zona di lavoro, ma un punto di incontro e di dialogo.

Tra le novità, Marc Sadler, disegna per Désirée la poltrona KOSTER, dalla forma senza tempo, con una seduta dalla linea dinamica e destrutturata che affonda le sue radici negli anni '50. Un elemento che si presenta ai nostri giorni perfettamente à-la-page, contemporaneo e preposto all'ospitalità. Sua anche l’Isola MILOS, dalla forma ovale e schienale movibile; un imbottito dallo stile informale, in armonia con ogni mood domestico, insomma un’isola “felice” su cui stendersi, rilassarsi e abbandonarsi.

Il giovane designer Jai Jalan disegna sempre per Désirée il divano AVÌ: sospeso e sinuoso, ha la forma di un guscio avvolgente e grazie alla leggera curvatura di seduta e schienale, favorisce un piacevole dialogo tra le persone. Sua anche la poltrona SOOR, morbida, rassicurante, elegante e regale.

Altra novità è la serie di Tavolini YORI e SABI dello studio Setsu&Shinobu Ito: YORI, ispirato ai delicati alberi bonsai della tradizione giapponese e disponibile in legno rovere nero e marmo, e SABI, tavolino basso in tre versioni, tondo, ovale e piccolo, con una struttura metallica la cui composizione geometrica richiama il concetto di “Sabi”, tipico della cultura giapponese per identificare gli opposti.

Setsu&Shinobu Ito rivisitano inoltre sempre per Désirée anche il letto Shellon e creano SHELLON IN, dalla testata morbida e sinuosa con rivestimento a “pieghe” irregolari trapuntate, interamente sfoderabile; novità, il giroletto a pavimento, comodo contenitore.

E se eleganza e praticità sono i due must della collezione Désirée, che punta anche al colore, con alcune sofisticate nuance come blu scuro, bordeaux e ocra, Zalf attinge ad un mood essenziale e raffinato, all’insegna della funzionalità. Una gamma progettata per essere perfettamente integrabile, con ampie possibilità di personalizzazione, grazie anche a nuove finiture materiche e nuovi colori e tessuti.

Nuovo è così il sistema di elementi pensili Freedom, integrabile con tutta la gamma Zalf, con grande libertà di coordinamento,  forme e colori.

Linee esili, raffinate ed eleganti per il sistema libreria Link System, che si arricchisce dell’esclusiva anta in vetro Teca caratterizzata da un esile profilo in alluminio nelle finiture titanio e testa di moro. Nuovissima è anche l’elegante finitura Primo Fiore, Met grey e la gamma di accessori dallo spessore di 12 millimetri, completata da pratici contenitori.

Sempre il vetro è protagonista nei frontali dell’armadio Combi System, insieme alle nuove ante a larghezza differenziata per creare giochi geometrici e combinazioni estetiche, grazie anche alle maniglie nell’esclusiva finitura titanio e bianco.

Infine ecco la soluzione vetro tessuto per porte scorrevoli della cabina armadio Picà, sempre più elegante, nel segno della funzionalità e che vede l’inserimento della calda finitura Primo Fiore per la pannellatura.

In occasione del Salone 2016, Gruppo Euromobilospiterà alcune opere di Jorrit Tornquist, provenienti dalla mostra “Jorrit Tornquist e altre geometrie del colore” di Pieve di Soligo (TV), recentemente conclusasi  e altre installazioni site specific dello stesso autore, una delle figure più importanti del panorama artistico internazionale per la sua attività nel campo delle arti visive e installazioni di colore nel paesaggio urbano.

Quella di Gruppo Euromobil è la storia di un’azienda partita nel 1972 da una dimensione artigianale che attraverso l’accortezza delle scelte della proprietà - i fratelli Antonio, Fiorenzo, Gaspare e Giancarlo Lucchetta - si è profondamente trasformata, crescendo fino a diventare uno dei più importanti gruppi industriali nel mercato del mobile, con un fatturato globale di 50 milioni di euro.Tre i modernissimi siti produttivi situati nel trevigiano; 175.000 mq di cui 70.000 mq coperti e una forza lavoro di 250 addetti, che creano sistemi e collezioni di arredo 100% made in Italy, destinati ai diversi mercati in Europa, India, Cina, Stati Uniti, Giappone, Russia e Corea.

Oltre che come imprenditori, i fratelli Lucchetta si sono distinti nel nostro Paese per l’ininterrotta opera di mecenatismo nei confronti nel mondo dell’arte. Una passione che parte da lontano, agli inizi degli anni ’80, e che ha dato sostegno fino ad oggi a oltre 400 mostre nei musei di tutto il mondo, tra i quali, il Louvre e il museo d’Orsay a Parigi, l’Hermitage a San Pietroburgo e il Guggenheim di Bilbao.