Lusso e ironia, tradizione e avanguardia, linee e sinuosità; il Salone del Mobile mette in scena ancora una volta le dicotomie che incarnano lo stile eclettico di Fratelli Boffi.

La fine arte ebanista dell’azienda da forma quest’anno a Rebus Collection, una collezione ricercata e ricca di suggestioni, caratterizzandola con lo spirito che contraddistingue da sempre le creazioni di Fratelli Boffi.

Ad aprire le novità 2016 l’azienda inaugura la sua nuova collaborazione con il duo Analogia Project, coppia di designer poliedrici composta da Andrea Mancuso ed Emilia Serra, in grado di spaziare dal design alla moda passando per il mondo dell’arte. I due progettisti firmano per Fratelli Boffi lo stand ed una serie di prodotti della Rebus Collection, sancendo in questo modo l’affinità stilistica intrecciata con l’azienda.

Analogia Project tratteggia un allestimento sontuoso, elegante e caleidoscopico; superfici da scoprire in ogni particolare e in ogni finitura. L’ispirazione degli spazi è quella degli antichi palazzi veneziani, rivisitata però in un’ottica contemporanea e quasi canzonatoria di se stessa. In questo modo, i designer mescolano la solennità delle ricche stoffe a fantasia ikat alle pareti e di altissime librerie intagliate e decorate con ori sgargianti, con forme inaspettate e lavorazioni originali. I colori dominanti spaziano dai toni caldi come uno scuro verde petrolio e un greige ai toni più freddi del grigio, alternati per creare due spazi attigui e separati da una serie di porte in finitura ottone. La seconda stanza, caratterizzata da una maestosa boiserie, si rivela in tutta la sua ironia sfoggiando una tenda che ‘rispecchia’ la boiserie stessa, rubandone in tutto e per tutto la fisionomia e i colori riportati alla bidimensionalità progettuale e stampati su tessuto. A definire ulteriormente i due ambienti, troviamo un’alternanza di finiture che vede da una parte, una confortevole moquette, dall’altra un parquet dove listelli di legno scuro vengono interrotti da un disegno dalle tonalità più chiare.

L’azienda rinnova inoltre alcune conferme come lo styling di Simona Silenzi Studio che vestirà ancora una volta lo spazio impreziosendolo con particolari e tessuti: velluti, sete e jacquard sono ispirati per l’occasione proprio ai fasti veneziani, riprendendo un epoca in cui la laguna si è fatta crocevia di scambio tra occidente e oriente, incarnando un lusso italiano e al tempo stesso esotico. Prodotti nuovi e pezzi storici vengono così amalgamati grazie ad accostamenti di stoffe e all’utilizzo prevalentemente di un legno noce scuro ricreando un’atmosfera ricca e sontuosa.

Lo stand di quest’anno si divide dunque in due stanze che ricreano una duplice proposta per un lussuoso abitare contemporaneo.

Entrando nel primo ambiente veniamo accolti da un’ampia e sontuosa zona living dove incontriamo subito i primi prodotti della nuova Rebus Collection.

La dormeuse Triclinia alterna alle morbide sinuosità del grande cuscino di seduta le linee rette che tagliano i due schienali, composti da due curve posizionate alle estremità opposte della dormeuse, creando in questo modo un intimo vis-à-vis. Ad impreziosire e rendere ancora più accogliente questo prodotto, la versione presentata al Salone del Mobile è stata rivestita in velluto dal colore grigio perla. A sostegno della base in legno, sono  stati realizzati dei sottili piedini in grado di slanciare la figura di Triclinia che si configura così come un oggetto femminile ed aggraziato.

Mekong è uno spazioso divano dalle linee generose e dalle proporzioni confortevoli. Lo schienale, i braccioli e la base seguono linee pulite e precise tracciando contorni più sottili e più spessi con l’aiuto di una morbida imbottitura creando uno spazio ampio ma al tempo stesso avvolgente. A rendere ancora più accogliente il profilo di Mekong, sono stati aggiunti due grandi cuscini di seduta ed una serie di piccoli cuscini di schienale definendo un divano prezioso ed elegante che invita ad un assoluto relax.

Tra il divano e la dormeuse troviamo il coffee table Duon-ino, composto da un grande piano quadrato dal profilo spigoloso a cui vengono contrapposte le ridondanti curvature dal gusto quasi esotico dei quattro piedini. Duon-ino, disponibile anche nella versione tavolo da pranzo, Duong, viene presentato in finitura noce scuro opaco incarnando in tutto e per tutto il rapporto elettivo che intercorre tra l’azienda e il materiale.

Proseguendo nello spazio, troviamo il primo prodotto firmato da Analogia Project per Fratelli Boffi: la consolle Rebus un oggetto scultoreo e prezioso dove la materia assume forme plastiche e architettoniche, da cui prende il nome l’intera collezione 2016. Lo scheletro portante è composto dal perimetro di un parallelepipedo rettangolare che sostiene al suo interno – come fosse esposto in una teca museale – un frammento in legno dalla forma asimmetrica ed organica. Quest’ultimo, fissato alla parte superiore della geometria, rimane sospeso al suo interno dando un senso di inaspettata leggerezza. Ispirato nei suoi dettagli agli interni della celebre cupola del Pantheon, il tempio romano di tutti gli dei, questo solido imponente è intagliato con minuzia per ottenere le caratteristiche celle a cassettoni, forate da parte a parte in modo da vedere attraverso. Rebus si configura come un prodotto a metà tra l’oggetto di arredo e l’opera d’arte, palesando senza alcuna esitazione il pregio e l’estetica sfarzosa delle sue fattezze.

Donostia ci appare invece come un mobile contenitore dalle forme monolitiche, la cui superficie viene ondulata da continue e simmetriche incanalature che ne increspano l’intera superficie. Ne deriva un oggetto futuristico che – nella finitura foglia argento piombo presentata al Salone – sembra quasi provenire da un altro pianeta. Nella parte frontale, troviamo due ante che racchiudono i piani all’interno, svelando così la funzionalità di Donostia celata dietro il suo aspetto eccentrico.

Proseguendo nella prima sala dell’allestimento, troviamo il tavolo da pranzo Lui4, versione oversized dell’apprezzato coffee table in legno di Philippe Bestenheider. Lui4 mostra pienamente, nella complessità delle gambe, le capacità eccelse di lavorazione di cui Fratelli Boffi si fa portatore. La complicata struttura ricorda lo sviluppo della caduta di un cubo, quasi fosse stato impressionato dai tempi lunghi di esposizione di una fotografia, diventando un esempio straordinario di come la scelta del particolare nella produzione di Fratelli Boffi viaggi di pari passo con la ricerca formale e l’attenzione per ogni minimo dettaglio.

Intorno al tavolo, le nuove poltroncine Sabaudia di Archer Humphryes Architects ricreano una situazione di lussuosa convivialità. Sabaudia si ispira alle sedie da bistrot le cui proporzioni vengono poi impreziosite negli spessori, nella sapiente lavorazione del legno e nei materiali. Le gambe affusolate si inspessiscono man mano salendo verso la base, incrociandosi tra di loro e con la curva che disegna lo schienale per formare i due braccioli. Il cuscino di seduta, in morbida pelle, si contrappone alla leggerezza della paglia di Vienna utilizzata per lo schienale dando vita ad un oggetto ricco e poliedrico.

A concludere la selezione dei prodotti scelti per questo primo ambiente troviamo l’immancabile Good Vibration, irrealistico mobile contenitore di Ferruccio Laviani, proposto quest’anno per la prima volta in noce nazionale, una finitura che ne esalta ancor di più i paradossali contorni grazie alle evidenti venature del legno. Echi di paesi lontani e accenni di stilemi orientali si possono solo intravedere nel disegno “sfasato” di questo contenitore che sembra essere stato deformato da una forte scossa o pervaso da movimenti oscillatori e che, sebbene sembra voler alterare le decorazioni del passato, in realtà si fa forte proprio di una sapienza antica come quella dell’intaglio e della lavorazione artigianale del legno. Un arredo fuori dall’ordinario che affascina perché osa nel ribaltare i classici registri mettendo in discussione i parametri del design classico inteso come purezza, nitidezza e simmetria delle linee, pur lasciando quella tranquillizzante sensazione di deja-vù e una sorta di primordiale sapore che nulla toglie però alla cura delle lavorazioni.

Accanto a queste novità la prima zona living vede inoltre una serie di pezzi storici dell’azienda come i pouf Kir Royal, di Christophe De La Fontaine, i pouf Billy, i tavolini Ink Aurus e le imponenti lampade Juno e Jupiter di Archer Humphryes Architects, il coffee table Lui4 e le iconiche poltrone Lui5 di Philippe Bestenheider proposte quest’anno in un’inedita finitura foglia argento/piombo.

Indiscussa protagonista del secondo ambiente dello stand di quest’anno, troviamo la maestosa boiserie Blow, altro progetto del duo Analogia Project, che si configura propriamente sia come parte dell’allestimento sia come un prodotto vero e proprio, emblematico della tradizione ebanista di Fratelli Boffi e dell’abilità dell’azienda di realizzare progetti completamente su misura. Blow rivoluziona le classiche cesellature ed i ripiani delle tradizionali boiserie con delle inaspettate sporgenze tondeggianti che sfidano la tridimensionalità, disegnando una serie di ‘bolle’ al cui interno troviamo scavati i ripiani di quella che diventa un’eccentrica libreria. Il profilo estroso e le proporzioni solenni di Blow descrivono un gusto lussuoso e audace, mai banale, come lo spirito creativo che da sempre definisce l’azienda.

Proseguendo nello spazio veniamo accolti dalla seconda zona living, capeggiata dal nuovo Palatino, divano in pelle dal carattere regale che aggiorna le forme del classico chesterfield con linee squadrate e nette. La lavorazione capitonnè la fa da padrona, caratterizzando questo oggetto senza tempo dalle dimensioni spaziose.

Piera si ispira invece alle poltrone da camera di un tempo da cui ha mutuato le forme sinuose e sensuali e i piedini in legno sottili e affusolati. Il cuscino di seduta, posizionato ad un’altezza ridotta, è composto da una spessa imbottitura così come l’alto ed ampio schienale e i due braccioli, regalando una straordinaria esperienza di comfort. La forma dello schienale ricorda nelle proporzioni curve molto femminili, delineando una vita sottile che si allarga salendo verso l’alto. Piera, disponibile anche in una versione dalle proporzioni più ridotte, Pierina , viene presentata in occasione del Salone del Mobile 2016 in velluto e in una preziosa fantasia jaquard entrambe sui toni del verde.

Accanto alla zona living, troviamo il tavolo da pranzo Capital, definito da una base in legno intagliato che ritrae figure mitologiche di tritoni ed intarsi neoclassici di ispirazione greco romana. Il piano in marmo rain forest brown dalla forma circolare conferma il carattere ricco e ricercato suggerito dalla base in noce rendendo Capital un progetto dedicato agli stili più lussuosi e raffinati.

Ad accerchiare il tavolo, sono state scelte le sedie Daina, progettate da Nigel Coates, presentate quest’anno nella nuova variante con schienale imbottito e chiamate Dainaup. Dainaup si ispira alla flessuosità del daino e parallelamente alle rotondità e alla grazia di un corpo femminile da cui mutua eleganza e leggerezza. La struttura si piega come un nastro a disegnare un profilo stilizzato e ad ospitare al centro un cuscino in pelle scamosciata. La semplicità e la delicatezza di Daina nascoupndono in realtà la complessità della realizzazione e la raffinatezza dei dettagli.

Completa le novità 2016 la lounge Margaritas, le cui strutture sono definite da una struttura in legno tornito dando l’impressione di essere composta da fili di perle. L’abilità di Fratelli Boffi nella lavorazione del materiale permette così di giocare con le geometrie per creare progetti sempre originali. Un cuscino di seduta ed uno di schienale insieme ad una leggera imbottitura sui due braccioli, ammorbidiscono la silhouette di questo oggetto dal carattere deciso, accentuato ulteriormente da un rivestimento scozzese.

Chiudono l’allestimento una selezione di prodotti rappresentativi dell’azienda la seduta trasformista Scaletta e il maestoso chendelier Duchesse.

La Rebus Collection ribadisce ancora una volta il carattere estroso ed ironico di Fratelli Boffi, esaltandone la tradizionale lavorazione del legno e la capacità di realizzare progetti su misura, mettendo al servizio di architetti e progettisti un’esperienza quasi centenaria ed uno stile inconfondibile in grado di plasmare prodotti che riescono a valicare i confini del semplice oggetto di arredamento trasformandosi oggetti espressivi e simbolici