La Collezione Bits&Pieces è frutto della collaborazione fra la ricerca Piemme ed il designer Gordon Guillaumier; nato a Malta, si è laureato in Industrial Design presso lo IED di Milano (1988-1991) con un master in disegno industriale presso la Domus Academy, Milano (1992).

Nel 2002 ha fondato il suo studio a Milano, lavorando sul design di prodotto, consulenza di progettazione e interior design; ha collaborato con: Driade, accessori da bagno per Dornbracht Interiors, cucine Rational, mobili per la raccolta Liv’it di Fiam, e più recentemente è divenuto art director per l’arredo esterno Roda e mobili Pamar maniglie e accessori. Come designer di prodotto, ha lavorato per aziende di fama internazionale: ceramiche e stoviglie per Bosa, Paola C e De Vecchi, mobili per Matteo Grassi, Montina, Minotti, Moroso Arketipo, CasaMilano, Desalto, De Sede, Driade, Fontana Arte, Frag, Lema, Roda, Tacchini, Gebrüder Thonet e Varaschin, illuminazione per Foscarini, AV Mazzega e Oluce apparecchi per Elica, maniglie per Pamar, accessori da bagno per Nobili Rubinetterie , Azzurra Ceramiche e Ceramiche Kronos.
Nel 2006 ha tenuto conferenze alla facoltà di disegno industriale al Politecnico di Milano. Il suo lavoro è regolarmente presente nella stampa internazionale sul design.

Bits&Pieces raccontata dall’architetto Massimiliano di Bartolomeo:

Bits: Certe volte bisognerebbe avere una macchina del tempo, per attraversare epoche distantissime tra loro: e da ognuna imparare, o approfondire, anche aspetti del nostro presente. Oppure, si può studiare il passato per inventare il futuro attraverso un altro presente possibile. Gordon Guillaumier ha sicuramente studiato molto bene: attingendo dal passato soggetti decorativi da introdurre nel procedimento industriale di Piemme, creando una nuova collezione e giocando con la scoperta dello scarto come matrice di preziose texture e trame. L’arte del decoro della Roma antica, dell’opus incertum e del lapis porphyrites, sono reinterpretati secondo le tecnologie contemporanee, mantenendo intatto il fascino del riuso esaltato nella serialità dell’industria. Non solo, Gordon Guillaumier sposta l’attenzione dal fintamente vero al veramente finto: in una dichiarazione di intenti che autentica l’intero percorso intellettuale del progetto. Sostituire il tozzetto di marmo con lo spacco di legno è un’operazione grafica geniale: oltre che controcorrente, rispetto al diffuso, e anche riuscito, tentativo di riprodurre l’effetto ligneo con la ceramica. In questo caso, il legno diventa texture che, per assonanza, si sostituisce ai marmi di una palladiana, diventando trama intrusa su un fondo di cemento, graniglia e pietra: proprio questa intrusione svela la ricchezza del progetto Bits, che nella declinazione Quad e Facet, propone declinazioni grafiche differenti ma storicamente impossibili. Fino a oggi. Pieces: Il gioco delle possibili texture diventa un’iperbole che amplifica la teoria impostata all’origine da Gordon Guillaumier: sfondi e intarsi sono le variabili x e y che si alternano, secondo scelte stilistiche e grafiche che sembrano lo svolgimento di una funzione trigonometrica. In questo capitolo, gli intarsi “Quad e Facet” che erano legno nella versione “Bits”, diventano marmo nella versione “Pieces”: e nel rinnovato equilibrio tra finzione e realtà, i tozzetti si rincorrono secondo una disposizione ordinata ma volutamente irregolare; ancora per conferire una qualità artigianale e per aiutare la percezione di una stesura senza soluzione di continuità. Questa volta gli sfondi possibili sono un seminato a graniglia lucida nella sfumatura di due grigi, all’interno dei quali si innestano i tozzetti marmorei: le brevi venature conferiscono un effetto quasi ipnotico, un autentico istante di arte optical cinetica. Il decoro è quindi un momento artistico: le cui origini sono nel sacco dell’artigianalità ma trasportate lontano, dagli eccessi e progressi dell’industria. In tal senso, verrebbe da dire che allora tutto è possibile. Vero, ma l’arte del bello è poi nel sapere cosa cercare nel sacco e come governare certi eccessi: cosa non da tutti, ma che è riuscita benissimo nel progetto Bits & Pieces.

Serie BITS & PIECES designed by Gordon Guillaumier
NOTE TECNICHE:
Grès fine Porcellanato 1250°C colorato nella massa, decorato con tecnologia digitale
FORMATI cm (e nr. grafiche): 120x120 (20) - 80x80 (25) – 45x90 (30) - 60x60 (25) – 30x60 (75)- 45x90 20mm (15)
FONDI: 7
CARATTERISTICHE:
· Decorazione superficie con tecnologia digitale multifaccia
· Nuovo maxi formato 120x120 naturale e levigato
· Disponibili Fondi decorati prodotti in linea (quad e facet 60x60 e 30x60)
· Bits: fondo base effetto pietra lavica in versione naturale e levigata
· Pieces: fondo base effetto graniglia di marmo in versione solo levigata
· Disponibili superfici 3d (muretto warm/cold 30x60 - groove levigato in cresta 30x60 - bricks 45x90)

DESTINAZIONE D’USO: Residenziale e commerciale, arredo architettonico, hotellerie etc.

INFO DESCRITTIVE: Gordon Guillaumier ha elaborato la parte decorativa di questa serie attingendo dal passato i soggetti grafici da introdurre nel procedimento di design industriale di Piemme che a sua volta ha appositamente sviluppato due nuovi fondi dall’anima differente e complementare, come quello della pietra lavica (Bits), disponibile naturale e levigata in cinque tonalità, e quello della graniglia di marmo (Pieces), disponibile in due tonalità nella sola versione levigata, nel rispetto della tradizione di questo tipo di materiale. Gordon Guillaumier, giocando con la materia e gli stili, sostituisce il tozzetto di marmo con lo spacco di legno incastonandolo nei fondi Bits, mentre per i fondi a granigli levigata di Pieces inserisce i tozzetti marmorei per una reinterpretazione in chiave moderna della classica palladiana.