Salone del Mobile di Milano 2018

Vitra Design Museum: collezione miniature

La collezione di miniature del Vitra Design Museum ha raggiunto lo stato di culto: dal 1992, il museo produce classici del design in scala 1:6, i quali replicano l’originale fin nei minimi dettagli e sono realizzati con una laboriosa lavorazione a mano. In occasione del Fuorisalone della Milano Design Week, che andrà in scena dal 16 al 22 aprile 2018, verranno presentate per la prima volta al pubblico quattro nuove miniature realizzate attraverso un processo di produzione digitale.

Le quattro nuove miniature sono state sviluppate in stretta collaborazione con i designer degli originali. Gli originali sono considerati icone del design del XXI secolo, sono rappresentati in collezioni museali di tutto il mondo e talvolta sono venduti a prezzi altissimi. Le miniature del Vitra Design Museum contribuiscono a rendere i progetti originali, dei quali solitamente vengono prodotti solo pochi esemplari, accessibili a una cerchia più ampia di collezionisti ed estimatori. Le miniature possono essere utilizzate in modo estremamente versatile: come accessori dagli amanti del design, come pezzo da collezione dagli appassionati di design o come oggetto dimostrativo in un contesto scientifico.

Una delle nuove miniature del Vitra Design Museum è la sedia “Sketch Chair” (2005) del team di designer svedesi Front che sfida le concezioni tradizionali del design, racchiude il carattere intuitivo del primo schizzo e lo traduce in un mobile per sedersi.
La collezione include anche la “Bone Chair” (2006) di Joris Laarman che ricorda lo scheletro umano. La sedia è stata progettata con l’aiuto di un software che calcola la costruzione ottimale per ottenere la migliore stabilità possibile con il minor numero di materiali. Un esemplare è stato venduto all’asta per quasi 400.000 euro.
La “Sinterchair” (2002) del duo di designer tedeschi Vogt & Weizenegger è considerata come il primo pezzo d’arredamento nell’industria del mobile a essere stato realizzato attraverso un processo di stampa 3D; questo stesso processo viene utilizzato anche per le miniature.
Anche la “Solid C2” (2004) del designer francese Patrick Jouin utilizza un processo di stampa 3D, viene creata da un unico pezzo e rifinita a mano.

Con queste quattro nuove miniature, la “Miniatures Collection” del Vitra Design Museum annovera ora circa 70 modelli. Dai classici del design del XIX secolo di Thonet o Charles Rennie Mackintosh ai pezzi chiave del Movimento Moderno di Marcel Breuer o Charlotte Perriand fino agli oggetti del Radical Design come il divano a forma di labbra “Bocca”.

Le miniature sono testimoni di una cultura del design che è da tempo diventata parte della nostra consapevolezza collettiva. Insieme al rinomato fotografo spagnolo Nacho Alegre, uno dei fondatori della rivista “apartamento”, le miniature presentano un nuovo allestimento. Inserite in umoristiche nature morte con oggetti da ufficio e della vita quotidiana, irradiano un’aura di fascino.

I canoni di licenza delle miniature sostengono il lavoro dei disegnatori e dei loro eredi. Nonostante il loro successo, le miniature rimangono comunque un progetto culturale. Tutti i ricavati andranno infatti a vantaggio del lavoro del Vitra Design Museum: dalle esposizioni alla ricerca e alla mediazione fino all’ottenimento degli originali nella collezione del museo. Le miniature non documentano soltanto la storia del design, ma ne diventano parte integrante.

 

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