Il principale obiettivo della prevenzione incendi è la tutela e la sicurezza della vita umana, l’incolumità delle persone e la tutela dei beni e dell’ambiente.

Ne consegue che una corretta progettazione delle vie di esodo di una qualsiasi attività a rischio contribuisce in modo determinante all’incolumità delle persone e garantisce una maggior sicurezza alle squadre di sicurezza che dovranno intervenire.

Le modifiche introdotte dalla recente revisione del Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 18.10.2019) al sistema delle vie di esodo verticali credo vadano lette proprio in tale senso, in particolare per quanto riguarda la definizione di scala di sicurezza esterna e di filtro a prova di fumo, in quanto hanno ripercussioni sugli affollamenti e sulle capacità di deflusso.

Le scale di sicurezza esterne: cosa cambia

Le scale di sicurezza esterne rientrano tra le vie di esodo esterne che secondo la definizione del punto S.4.5.3.3 del codice sono:

Scale, rampe, passerelle, camminamenti che devono essere completamente esterni alle opere di costruzione. Inoltre, durante l’esodo degli occupanti, non devono essere soggette ad irraggiamento dovuto all’incendio superiore a 2,5 kW/m² e non devono essere investite dai prodotti della combustione. Tali requisiti si ritengono soddisfatti se riconducibili ad uno dei criteri della tabella S.4-5 di seguito riportata.