Si concluderà sabato 16 settembre, alle ore 18.30, la seconda edizione di Marble Stories, la prestigiosa rassegna internazionale di arte e scultura, promossa dall’azienda vicentina, che ogni anno coinvolge numerosi partecipanti e appassionati.

Quest’anno, gli artisti che hanno meglio interpretato il tema “Natura Ribelle” e che si contenderanno il titolo di vincitore, sono: Giuseppe Colangelo, Francesco Cadeddu, Pietro de Scisciolo, Marta Fresneda, Danjel Kosma, Anna Ghilardi.

Un emozionante concorso di scultura per dare spazio ad artisti che con la propria creatività offrono emozioni e spunti di riflessione sul tema proposto, convogliando le energie creative nella realizzazione di un’opera che racconti e trasmetta la bellezza di un materiale come il marmo, una delle bellezze del pianeta, attraverso la scultura.

Con il bando “Natura Ribelle”, Margraf si è rivolta a scultori italiani e stranieri desiderosi di creare un’opera unica, con particolare attenzione alla tematica “ribelle” che convive intrinsecamente nella Natura, utilizzando esclusivamente la Pietra di Vicenza, un marmo locale detto anche “pietra tenera”.

A partire dalle ore 09:00 di lunedì 11 settembre fino alle ore 18:30 di sabato 16 settembre, giorno in cui le sculture verranno giudicate da una giuria d’eccellenza, l’Azienda ospita i 6 artisti internazionali selezionati presso la propria sede per una settimana di “Residenza d’artista”, durante la quale avranno a disposizione 1 metro cubo di materiale per plasmare la propria opera.

La premiazione del vincitore si terrà durante la giornata conclusiva, alle 20.30, nello showroom della sede Margraf di Chiampo (VI), prima del concerto di ottoni della Fanfara dei Congedati della Brigata Tridentina e del Coro dei Congedati della Brigata Cadore – organizzato dagli Alpini Valchiampo, in occasione del raduno Triveneto.

Le opere realizzate verranno successivamente esposte dal 27 al 30 settembre a Verona, durante la Fiera internazionale Marmomacc e saranno successivamente vendute a un’asta di beneficenza, il cui ricavato andrà interamente donato a Fondazione Città della Speranza, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini e di sostenere la ricerca scientifica in ambito oncologico e in tutti i rami della pediatria.

Il progetto Marble Stories ha l’obbiettivo di creare una piattaforma d’incontro e dialogo tra il mondo della pietra e quello dell’arte, dell’architettura e del design, ponendo al centro l’uomo e la tecnologia. L’evento verrà sviluppato ogni anno con modalità e percorsi differenti, mettendo in evidenza negli anni pari l’uomo e negli anni dispari l’innovazione tecnologica, in cui Margraf è leader mondiale.

 

 

A proposito di Margraf

La storia di Margraf – in origine Industria Marmi Vicentini – ha inizio nel 1906 in provincia di Vicenza, a Chiampo, e si caratterizza, fin dalle origini, per una spiccata attenzione alla ricerca e all’innovazione tecnologica e, soprattutto, per la stretta collaborazione con prestigiosi architetti internazionali.

Oggi, dopo più di 100 anni, l’Azienda si inserisce di diritto tra i leaders a livello mondiale del settore. Estrarre con sapienza il marmo dai propri giacimenti per trasformarli in levigate lastre o in piccole marmette, offrire una vastissima gamma di pregiato materiale e di prodotti di eccellenza per l’edilizia e l’architettura (dai rivestimenti interni alle facciate esterne, fino agli elementi d’arredo, dal bagno alla cucina) sono solo alcuni dei plus che hanno reso Margraf conosciuta e apprezzata nel mondo. Il tutto senza perdere di vista il rispetto per l'ambiente, ma anzi investendo in tutti quegli interventi capaci di ridurre ogni tipo di danno ambientale: dalle attrezzature tecnologicamente più avanzate ai progetti di recupero del paesaggio, fino ad un forte investimento nel risparmio energetico e nel ricorso a risorse rinnovabili. Passato e presente si fondono perfettamente in Margraf: un'azienda d'eccellenza che si proietta con forza ed entusiasmo verso il futuro.

Fondazione Città della Speranza

La Fondazione Città della Speranza nasce nel 1994 per volontà di un gruppo di imprenditori veneti, guidati da Franco Masello, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini e di sostenere la ricerca scientifica in ambito oncologico e, oggi, in tutti i rami della pediatria.

La prima grande impresa realizzata dalla Fondazione fu la costruzione e inaugurazione, nel 1996, della nuova Clinica Oncoematologica Pediatrica di Padova, diretta allora dal professor Luigi Zanesco, a cui seguirono, tra il 1998 e il 2010, la realizzazione di un Day Hospital e di un Pronto Soccorso Pediatrico sia a Padova sia a Vicenza.

A giugno 2012 risale l’ultima grande opera: l’inaugurazione a Padova, dopo tre anni di lavori e un costo di 32 milioni di euro interamente raccolti col fundraising, dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, il più grande centro di ricerca sulle malattie infantili d’Europa. La struttura oggi conta 295 ricercatori, provenienti da varie regioni italiane e dall’estero, distribuiti in 15 laboratori. Coordinatore scientifico è il dott. Marco Alessandro Pierotti.

La Fondazione ha raccolto dalla sua nascita circa 55 milioni di euro. Di questi, quasi 23 milioni sono stati investiti nella ricerca scientifica e 750.000 euro vengono destinati ogni anno solo alla diagnostica avanzata nel reparto diretto dal prof. Giuseppe Basso. Il laboratorio della clinica di oncoematologia pediatrica è infatti centro di riferimento nazionale per la diagnosi di leucemia, linfomi e sarcomi nell’ambito dell’Associazione Italiana di Emato-Oncologia Pediatrica. Ad oggi a Padova vengono effettuate più di 300 nuove diagnosi di pazienti extra regione, ricoverati circa 1.850 bambini all’anno ed eseguite 7.500 prestazioni di day hospital.

Punto di forza della Fondazione è il volontariato. La Città della Speranza conta su una decina di volontari presenti costantemente, oltre a numerosi altri che seguono le oltre 350 iniziative che si organizzano ogni anno in Veneto per la raccolta fondi.

Per avvicinare gli studenti di ogni ordine e grado scolastico alla conoscenza della ricerca scientifica, la Fondazione promuove il progetto “Adotta un ricercatore”, che permette loro di visitare l’Istituto di Ricerca e, sotto la guida dei ricercatori, di partecipare a molteplici attività nei laboratori.