4 domande + 1: il punto di vista dell’azienda e del progettista in una doppia intervista a Luisa Battaglia e a Marcello Ziliani.

Uno dei punti di forza degli arredi SCAB Design è la capacità di sintesi e di risposta alle esigenze del pubblico finale. Una risposta che asseconda o, virtuosamente, può arrivare ad anticipare il palesarsi di nuove abitudini di comportamento: tanto veloce quanto lo sono i cambiamenti nella società e negli stili di vita. Il design per l’outdoor ne è un esempio significativo: il passaggio da arredi creati per assolvere principalmente a funzioni di praticità e resistenza a collezioni pensate per appagare più sottili esigenze estetiche ha subito una notevole accelerazione man mano che la vita all’aria aperta è stata percepita e ricercata come bene sempre più prezioso. L’ambiente outdoor come proseguimento ideale del mood indoor. 

Ma perché non fare un passo oltre e tentare il processo inverso?

Per esempio con le sedute Lady B, firmate da Studio Zetass: adatte per una pausa relax in terrazzo, visivamente leggere, in tecnopolimero, diventano cocoon nella versione tessile imbottita Lady B Pop, ergonomicamente adatta ad offrire il miglior supporto a chi vuole ricavare in casa uno spazio per il lavoro. L’home office assume così i codici estetici degli elementi circostanti e gode dell’atmosfera domestica, per una migliore qualità di vita.

SCAB Design apre al dialogo sui temi del progetto outdoor che vede protagonisti Luisa Battaglia, art director SCAB Design, e Marcello Ziliani, tra i designer firme del brand.

 

 

Cosa significa oggi per un’azienda fare arredi outdoor e per un designer progettarli?

L.B. “SCAB Design vanta un know how di oltre 60 anni nel segmento outdoor, ne è elemento fondante che non si è mai cristallizzato sul quale ha costantemente investito in ricerca anche di materiali innovativi a cui abbiamo assegnato definitivamente i tratti ed il linguaggio del design. Oggi dobbiamo fare uno sforzo ulteriore, un passo avanti.”

M.Z. “Dando a “oggi” un’interpretazione letterale credo che voglia dire tenere conto del fatto che una volta che torneremo a poter godere delle cose che in questo momento ci sono precluse il primo desiderio sarà quello di riassaporare il piacere di stare fuori, all’aria aperta, nella natura. E dobbiamo quindi progettare in modo “democratico” per fare sì che questo possa essere vissuto da tutti a tutti i livelli.”

 

 

L’industria in generale punta sempre di più sull’arredo per esterni. Quali sono gli elementi progettuali su cui fare leva?

L.B. “Si vince con un mix efficace tra fattore prezzo, il più corretto possibile, e ambizione rispetto al raggiungimento di valori assoluti quali la bellezza e la qualità massime. Non solo, molto importante è lo scambio con il progettista perché il dialogo azienda/designer possa portare reali e concrete migliorie. Oggi più che mai l’ascolto diventa punto chiave per reagire a concrete necessità.”

M.Z.Penso che non ci siano più barriere tra dentro e fuori. Basta pensare alle soluzioni che noi designer abbiamo sperimentato giocando con intrecci, corde, fettucce... Ne è nato un particolare mood che dalla sedia per il balcone ha contaminato la seduta di un divano.”

 

 

Quali soluzioni propone per far fronte alle esigenze abitative nell’ambito degli spazi privati e per quelli pubblici?

L.B.Abbiamo ripreso dal contract la regola di prodotti tecnicamente ineccepibili, annullando le concessioni che sembravano ammissibili nel privato in nome dell’estetica. Da li in poi le strade si ricongiungono a favore di prodotti che definirei smart.”

M.Z. “Se il principio di funzionalità si è esteso dal contract al privato, lo stesso contract ha fatto suo il criterio della ricerca delle qualità espressive ed evocative di atmosfere e sensazioni che caratterizzano i luoghi in cui abitiamo.”

 

 

Come si trova un punto di equilibrio e la giusta strategia per coniugare la qualità, l’eccellenza del design ma anche l’accessibilità dei prodotti d’arredo ad una platea sempre più vasta?

L.B.È necessario prima uno sforzo in uscita, che non è a perdere ma è un investimento, in una ricerca trasversale, dalle tecnologie ai materiali. In SCAB Design abbiamo optato per mantenere all’interno dell’azienda tutte le fasi di produzione e si è dimostrata una scelta vincente.”

M.Z. “Il progettista deve riuscire a dialogare costruttivamente con il produttore per interpretare e in qualche modo “sublimare” il suo know-how industriale e trasferirlo in qualità percepite e prestazioni elevate attraverso l’uso intelligente e creativo di risorse e processi ottimizzati. Non è vero secondo me che il concetto di lusso sia direttamente legato al costo o al prezzo di un oggetto, ma piuttosto al livello di “piacere” percepito mentre lo si usa, lo si guarda, lo si tocca. E questo si può tranquillamente ottenere con prodotti accessibili… basta progettarli bene.”

 

Il colore dell’estate.

L.B. “Il colore che mi detta l’istinto in questo momento, al di là di altre considerazioni che avrei potuto fare, è il verde, simbolo di speranza in un futuro migliore.”

M.Z. “Per colmare il desiderio di “esterno” e natura che percepiamo come sempre più pressante userei metaforicamente una tavolozza comprendente azzurro cielo, giallo sole, blu oltremare, verde prato.”

Fonte Ufficio Stampa Clara Buoncristiani PR Boutique Firm s.r.l.