Offrire una vasta scelta compositiva è fondamentale per poter garantire una totale libertà di progettazione: è con questo obiettivo che Artelinea ha progettato Domino, la collezione di elementi monoblocco in cristallo pensata per adattarsi alle più svariate esigenze spaziali.

Fa parte della collezione anche Domino 44, il mobile con profondità 44cm che integra in sé un lavabo dalla fusione particolare che permette di sfruttarne tutta la profondità. La designer Anita Brotto ha pensato anche a un’ulteriore possibilità di personalizzazione, dando l’opportunità di realizzare le battute nelle gole per aprire i cassetti in un colore diverso dal resto del rivestimento, in modo da creare un contrasto.

Domino e Domino 44 possono essere rivestiti in cristallo colorato nelle finiture lucido o silk, in ceramica Laminam o con rivestimento in specchio fumé grigio o bronzo, mentre i top sono disponibili in cristallo colorato lucido o silk, in Cristalplant o in Opalite bianco puro o nero assoluto.

 

L’Opalite è un materiale innovativo ideato da Artelinea, un amalgama di pasta
bianchissima composta da sabbia silicea e altri minerali nobili che la rendono assimilabile alla pasta di vetro, in quanto ecosostenibile e riciclabile. Versatile e durevole nel tempo, Opalite ha in comune col vetro anche un processo artigianale che rende ogni pezzo unico ma particolarmente resistente e modellabile, tanto da essere adatto all’arredamento di bagni, cucine, zone living, gradini, top, tavoli, ma anche pavimenti e rivestimenti.

 

Design: Anita Brotto

 

sito web: artelinea.it

 

Artelinea nasce nel 1962 come vetreria e laboratorio artigianale di lavorazione del vetro e del cristallo ed è oggi una realtà primaria internazionale sul mercato nella proposizione di mobili, specchi e lavabi in vetro. L’azienda, con una sede di 12.000mq a Figline e Incisa Valdarno (FI) e circa 70 dipendenti, ha fatto dell’attenzione all’ambiente un emblema: infatti, non solo ha scelto un materiale riciclabile ed ecocompatibile come il vetro, ma ha anche abbracciato il modello di economia produttiva a impatto zero, prevedendo un ricicolo totale delle acque di lavorazione, la raccolta delle acque pluviali e un impianto di pannelli fotovoltaici in grado di produrre l’80% del fabbisogno energetico e di abbattere l’impatto che le lavorazioni hanno sull’ambiente. La produzione firmata Artelinea si rivolge ad un target di fascia alta che sappia apprezzare una gamma di prodotti Made in Italy studiati nei dettagli e nelle possibilità di personalizzazione.

 

 

Fonte: Studio Monika Carbonari