Fabio Novembre è il mattatore della “Lezione alla rovescia” e infiamma i 1.300 studenti del Palazzo dei Congressi.

 

Fabio Novembre è piombato sul CCERSAIE 2017 come un ciclone carico di energia che si è scaricato sull’Europauditorium-Palazzo dei Congressi di BolognaFiere, ma senza fare danni. Un terremto di vitalità e di passione che non ha lasciato macerie, solo entusiasmo, passione e vibrazioni positive. Venerdì mattina la grande sala si è presentata stracolma di 1300 studenti di licei artistici e istituti tecnici di varie parti d’Italia, arrivati per il tradizionale appuntamento della “Lezione alla rovescia”, in cui un grande maestro del design contemporaneo risponde alle domande dei giovani che per l’occasione si trovano con lui sul palco. Solo che di tradizionale, questa volta, non c’è stato nulla. I Ragazzi non sapevano che si sar3bbero trovati di fronte a un personaggio fuori dagli schemi, vulcanico e attentissimo  al mondo dei teenager. “ieri sera, da solo in hotel, mi sentivo giù – ha esordito -, ma qui con voi mi arriva addosso tutto la vostra energia e sono rinato”. E ancora: “I giovani sono il futuro, i giovani hanno sempre ragione”.

Novembre – con l’aiuto del professor Fulvio Irace, suo docente di quando studiava architettura al Politecnico di Milano – ha dato vita a una lezione caldissima, in cui ha raccontato se stesso, la sua filosofia di vita e la sua concezione del design con un linguaggio giovanile, diretto , privo di qualunque tipo di filtro. Come lui. Un vero show in cui aneddoti personali, descrizioni delle sue opere, citazioni e consigli ai ragazzi si sono succeduti a un ritmo scoppiettante, interrotto da applausi a scena aperta.

“Ogni opera di design – ha scandito verso il pubblico – deve essere sempre un manifesto programmatico. Se non lo è se non scuote le coscienze, non serve a niente. Non importa che venda poco, importa che contenga un messaggio”. Mentre sul maxi schermo si succedevano le immagini delle sue opere più note – come il divano privo da un lato di piedi (Adaptation), le poltrone con la maschera umana (Nemo), il tavolo con tantissime gambe fluttuanti (Org) o gli interni di negozi, discoteche, alberghi e anche Casa Milan – Novembre ha raccontato come da neo-laureato in architettura scontento e incerto sul futuro, sia riuscito a dare una svolta alla sua vita partendo per New York, il trampolino da cui è partita la sua avventura:

“Ragazzi, osate. Inseguite i vostri sogni. Esprimetevi. Non permettete alle convenzioni e alla paura di prevalere. Ma – ha avvisato – non cercate scorciatoie: solo il lavoro duro alla fine vi premierà”. E dopo due ore volate in un attimo si è concesso al lunghissimo abbraccio degli studenti