Complementi d'arredo

La maniglia Paddle di Olivari: design e comfort

PADDLE: LA MANIGLIA DI OLIVARI PER NAVIGARE NEL MARE QUOTIDIANO

Pensato da Edward Barber e Jay Osgerby, un oggetto che accoglie la mano dell’utente per un design che sappia rispondere alle esigenze di ciascuno preservando la vocazione per il bello.

Per Olivari l’azienda è la casa di tutti, per questo pensa i suoi prodotti come estensione della persona, proiezione dell’individuo nello spazio che lo circonda. Le nuove maniglie Paddle, disegnate da Barber Osgerby Studio, sono state sviluppate partendo dalla consapevolezza che quest’ultime sono più spesso spinte verso il basso con il palmo della mano, piuttosto che afferrate. Il risultato quindi è un oggetto ergonomico, quasi anatomico, che crea continuità fra la mano e l’oggetto, dando vita ad una relazione di co-appartenenza fra l’essere umano e il suo ambiente.

Osservare il gesto dell’utente e ideare un prodotto che lo assecondi e lo accompagni è una scelta che rispecchia l’identità del brand di Borgomanero: da più di cento anni Olivari si impegna per realizzare oggetti che nascono dalle attenzioni di ciascuno. Dall’idea del designer, passando per ogni fase del processo produttivo, la sfida del brand è quella di inventare le migliori risposte per risolvere i problemi di chi si troverà fra le mani un prodotto Olivari. 

Le maniglie Paddle sono espressione della ricerca continua che caratterizza il lavoro di Edward Barber e Jay Osgerby. Una maniglia che alla vista e al tatto ricorda una pagaia, uno strumento complice dell’utente che nel remare si sposta in avanti, metafora, come la porta che si apre, della volontà di Olivari di progredire e andare sempre oltre, pur mantenendo salde le radici artigianali italiane.

BARBER OSGERBY

Edward Barber e Jay Osgerby hanno fondato il loro studio nell’East London nel 1996, dopo aver studiato insieme architettura al Royal College of Art. Il loro approccio è caratterizzato dall’enfasi sulla sperimentazione e sull’innovazione e da un atteggiamento esplorativo nei confronti della matericità e del colore. Da queste aree di interesse emergono soluzioni che riflettono lo stretto rapporto del loro lavoro con i processi industriali e le nuove tecnologie, ma anche le sue affinità con l’arte.

ABOUT US

OLIVARI, 100 ANNI DI STORIA

Nei suoi cento anni di storia la Olivari ha sempre ricercato il massimo della qualità affidandosi alla creatività dei migliori designer ed architetti. Di generazione in generazione la famiglia Olivari ha tramandato fin ad oggi l’attenzione per i dettagli, la ricerca dell’innovazione e soprattutto la passione per il lavoro.

Battista Olivari fondò l’azienda nel 1911 a Borgomanero, in provincia di Novara, dove ancora oggi si trovano gli stabilimenti ed avviene l’intera produzione di maniglie. Nel 1926 gli succedette la moglie Antonietta Ramelli, a quell’epoca una delle poche donne a capo di un’azienda, e già negli anni Trenta iniziarono le prime collaborazioni con i più importanti architetti italiani dell’epoca: Marcello Piacentini e Gio Ponti.

Dopo la seconda guerra mondiale la ditta passa nelle mani dei fratelli Ernesto, Ambrogio e Luigi, e negli anni Ottanta l’azienda passa alla terza generazione della famiglia Olivari – Antonio, Giovanni, Giuseppe, Carlo ed Enrico – che iniziano a fare esperienza e ad apportare il proprio fresco entusiasmo.

All’ inizio degli anni 2010, si festeggia il centenario dell’azienda e viene realizzato il libro: “Macchina semplice. 100 anni di maniglie Olivari”, presentato in Biennale Architettura a Venezia e in Triennale a Milano.

Olivari ha collaborato con architetti italiani e internazionali come: Alessandro Mendini, Angelo Mangiarotti, Luigi Caccia Dominioni, Vico Magistretti, Piero Lissoni, Rodolfo Dordoni, Patricia Urquiola, Jean Nouvel, UNStudio, Zaha Hadid, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind, Marcel Wanders e Vincent Van Duysen …ed oggi Antonio Citterio, Carlo Colombo, Max Pajetta e Luca Casini… Quali meraviglie ci riserverà Olivari in futuro?

Fonte: Ufficio Stampa Ghenos Communication

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