Camere

Letto matrimoniale a soppalco, un’idea salvaspazio

Dal loft newyorkese alla mansarda italiana, il letto matrimoniale a soppalco è una soluzione d’arredo molto apprezzata. Un fascino vintage che strizza l’occhio alla contemporaneità e apre le porte a diverse possibilità di arredamento. Il tutto seguendo un unico principio: l’ottimizzazione degli spazi.

L’idea del letto matrimoniale a soppalco nasce dall’esigenza di recuperare superficie abitabile in ambienti ridotti senza rinunciare alla comodità. La tendenza abitativa contemporanea di rivalutare mansarde, loft e ambienti open space ha riportato in auge i letti matrimoniali a soppalco.

Si aprono così diverse soluzioni d’arredo, che permettono di ottimizzare gli spazi e creare un ambiente domestico accogliente e confortevole.

Perché scegliere un letto a soppalco matrimoniale

La scelta del letto matrimoniale a soppalco può essere guidata da due motivi: esigenze logistiche e/o preferenze estetiche. A livello di occupazione degli spazi, il letto a soppalco permette una gestione intelligente dei metri a disposizione. Sviluppandosi in verticale, infatti, sfrutta lo spazio in altezza e lascia il posto sottostante libero ad altri elementi d’arredo.


Come detto, però, il letto a soppalco può essere anche una scelta estetica. In ambienti open space, loft e monolocali, optare per un letto matrimoniale a soppalco permette di creare una divisione tra area giorno e zona notte. Inoltre, la struttura del soppalco e l’arredamento dello spazio sottostante permettono soluzioni d’arredo che ammiccano al design contemporaneo. Una casa in stile minimal e industrial si sposa perfettamente con un letto matrimoniale a soppalco.

Ottimizzare gli spazi

Il grande vantaggio del letto a soppalco è la possibilità di sfruttare lo spazio lasciato libero dallo sviluppo in altezza. Qui si aprono diverse possibilità di arredo e sono numerosi i fattori da tenere in considerazione.
In primis altezza e posizione del letto, sempre facendo attenzione agli altri ambienti della casa. L’obiettivo è creare una zona funzionale: i metri recuperati grazie al soppalco devono fornire la soluzione a qualcosa che mancava.

Per esempio, se il letto è abbastanza alto e posizionato in una stanza luminosa, lo spazio sottostante può diventare un simpatico studio. Una postazione per lo smart working lavorativa comoda e riservata, che non occupa eccessivo spazio e consente la giusta concentrazione. In caso di open space, si può optare per ricreare un salottino. In questo modo la zona living si apre immediatamente sotto il letto, creando un percorso funzionale che dà ritmo e vivacità alla casa.

Se invece l’altezza a disposizione non è sufficiente e la luce naturale non abbondante, lo spazio sotto al soppalco diventa perfetto per sistemi di contenimento o zona lavanderia. Un armadio oppure l’accoppiata lavatrice – asciugatrice permetterà di dare all’abitazione tutti i comfort senza sottrarre spazio alle attività quotidiane.

Letto matrimoniale a soppalco: quando conviene

Se i vantaggi e le comodità sono numerose, bisogna anche fare i conti con dei possibili contro. Lo svantaggio principale è il sali-scendi che bisogna fare per andare a letto. Anche il cambio delle lenzuola e della biancheria può diventare più complicato e macchinoso.


Per questo il letto matrimoniale a soppalco è consigliato per un target giovane e senza figli. Questa soluzione d’arredo si inserisce perfettamente nel monolocale di un giovane lavoratore o nel bilocale di una giovane coppia. In entrambi i casi, supponendo abitazioni dalla metratura ridotta, il letto a soppalco diventa una scelta intelligente. Si recuperano metri preziosi e le scale per salire possono diventare a loro volta un elemento d’arredo. Scegliendo i gradini a cassettoni, gli scalini diventano anche sistema di contenimento, ideale per raccogliere proprio la biancheria della casa.

Nell’immagine: STORÅ letto matrimoniale a soppalco di Ikea

Alessandro Chiarabini
Alessandro Chiarabini, 24 anni, due lauree e ancora tanta voglia di imparare. Il filo conduttore della mia formazione, dal liceo classico alla magistrale in pubblicità, passando per la triennale in filosofia, è sempre stata la comunicazione: comunicare significa condividere, entrare in relazione, stabilire un contatto. Per questo mi piace scrivere e raccontare di tutto quello che conosco e che vorrei conoscere: parlare è il modo migliore per aprire infinite possibilità di incontro. E cosa rappresenta l’unione e la convivialità meglio della casa? Quindi eccomi qua a parlare di arredamento, dettagli e sfumature, per entrare nelle case di tutti e conoscere, come diceva Wittgenstein, nuove “forme di vita”.

    More in:Camere

    Comments are closed.

    0 %