Faram 1957 lancia Bubble Meet, spazio di confine tra efficienza e privacy

Faram 1957 ridisegna il concetto di privacy nei luoghi di lavoro e in quelli pubblici con una nuova isola acustica, Bubble Meet. Personalizzabile nelle finiture e nei colori, il meeting booth di Faram 1957 può ospitare da due a quattro persone

Bubble Meet
Mercoledì 30 Maggio 2018

Lo smart working vuole spazi aperti e interconnessi, dove scambi e relazioni possano fluire liberamente, ma negli ambienti di lavoro sono necessarie anche isole di privacy che favoriscano il pensiero profondo e la riservatezza. È in quest’ottica che Faram 1957 lancia Bubble Meet: un’isola acustica, modulare e insonorizzata, pensata per incontri e colloqui riservati in spazi aperti, pubblici e privati.

Spazio di confine tra bisogno di efficienza e desiderio di riservatezza, questo modulo ha un comfort studiato per accogliere: ergonomiche sedute in tessuto, piano di lavoro, elettrificazione per ricaricare computer e smartphone, materiali fonoassorbenti, illuminazione automatica, ventilazione. Il design è completamente personalizzabile: dai colori della struttura ai tessuti degli interni, sino al pavimento che può essere allestito con parquet o moquette.

Più che un semplice arredo, Bubble Meet è un’architettura d’interni che crea un luogo nel luogo, uno spazio che rompe con gli schemi dei grandi ambienti di lavoro e rende possibile un momento di sospensione, in cui generare e scambiare idee.

A seconda delle dimensioni, il meeting booth di Faram 1957 può ospitare da due a quattro persone ed è configurabile in diverse modalità: per i meeting formali con poltroncine e tavolo centrale, per le collaborazioni più operative con sgabelli e mensola longitudinale.

Che si tratti di una riunione breve o lunga, Bubble Meet assicura la giusta riservatezza rimanendo immersi nell’ambiente circostante. La particolare forma diamantata consente il fluire delle persone in luoghi pubblici con grande affluenza, per questo è collocabile anche all’interno di aeroporti, biblioteche, università, alberghi, centri commerciali.

 

Fonte: Ufficio Stampa DigitalMind