CONTENUTI TRATTATI
- Chi: Schüco Italia e lo studio di progettazione Politecnica Building for Humans.
- Cosa: Trasformazione dell’ex Fornace Piva di Riccione nel nuovo Museo del Territorio, un audace intervento di recupero architettonico.
- Perché: Un esempio eccellente di riqualificazione urbana dove le forme spigolose dell’archeologia industriale dialogano con la trasparenza e l’eleganza del design contemporaneo.
L’architettura contemporanea possiede il potere straordinario di ricucire gli strappi del tessuto urbano, trasformando antiche cicatrici industriali in nuovi cuori pulsanti per la vita cittadina. È esattamente ciò che sta accadendo a Riccione, dove un luogo intriso di memoria storica si prepara a vivere una spettacolare e raffinata metamorfosi. L’ex Fornace Piva, uno storico e suggestivo complesso industriale risalente agli anni Trenta, si sta spogliando della sua veste di rudere per rinascere sotto una nuova identità culturale. La sua destinazione d’uso è nobilissima: l’edificio diventerà il Museo del Territorio, un nuovo polo attrattivo destinato a ridefinire le dinamiche sociali della nota località romagnola. Grazie alla visione innovativa di Politecnica Building for Humans, importante realtà italiana specializzata nella progettazione architettonica integrata, il sito sta attraversando un recupero integrale delle sue maestose mura originarie. Con l’apertura al pubblico ufficialmente prevista per il mese di febbraio 2027, questa operazione si pone come un modello esemplare di rigenerazione urbana, capace di restituire alla collettività uno spazio permeabile, dinamico e aperto. L’archeologia industriale non viene più considerata un semplice ostacolo del passato da demolire, ma si evolve in un potente motore di trasformazione estetica, offrendo un palcoscenico unico dove la storicità del mattone incontra le linee pure del design moderno.
L’Architettura D’Aria e la Memoria Industriale
Il concept del progetto si sviluppa attorno a un dialogo meticolosamente calibrato tra il peso della memoria e la leggerezza dell’innovazione visiva. All’interno della possente e materica sagoma storica in laterizio della fornace, ha preso forma una nuova costruzione che sembra sfidare la gravità: un volume etereo concepito dai progettisti come una vera e propria “architettura d’aria”. Questa addizione contemporanea si articola con eleganza su due livelli, coprendo una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadrati. Si presenta agli occhi del visitatore come una colossale e raffinata teca vetrata, un prisma brillante che rafforza la natura fluida dell’intero edificio, ponendolo in una costante e silenziosa conversazione con lo spazio pubblico circostante. Il contrasto materico tra le rovine del passato e il vetro riflettente genera una tensione emotiva di rara bellezza, valorizzando le vecchie tracce senza mai sovrapporsi a esse, ma proiettandole in una dimensione di respiro internazionale.
La complessità tecnica di questa “scatola magica” si cela dietro un’apparente e pulita semplicità strutturale. L’anima portante dell’edificio è costituita da una solida ossatura in acciaio, armoniosamente abbinata a moderni solai e a una scenografica copertura realizzati in legno lamellare XLAM. Questo connubio di materiali garantisce prestazioni eccezionali e un’impronta estetica sofisticata. A completare il capolavoro d’ingegneria e restauro conservativo interviene un esoscheletro metallico esterno. Questa struttura aggiuntiva abbraccia le antiche mura perimetrali, permettendo la loro definitiva messa in sicurezza e un consolidamento strutturale in modo totalmente non invasivo. Tale scelta virtuosa ha il duplice pregio di preservare fedelmente l’impianto originario della fornace e di esaltare la geometria delle vecchie aperture ad arco, che incorniciano il nuovo volume interno.
La Fluidità degli Spazi: Un Museo Inclusivo
L’organizzazione degli spazi interni è stata minuziosamente curata per riflettere un’idea di cultura moderna, accessibile e profondamente legata alla comunità. Il layout funzionale del nuovo polo civico interpreta magistralmente il concept di un museo dinamico, flessibile e fortemente inclusivo. Attraversando le imponenti facciate, il visitatore viene accolto al piano terra da una spettacolare hall a doppia altezza, che funge da elegante baricentro distributivo. Questo livello ospita una vivace costellazione di servizi dedicati all’accoglienza: un’elegante reception, un’invitante caffetteria per i momenti di relax, un bookshop, spazi flessibili per le attività didattiche e persino affascinanti depositi museali a vista. A completare l’offerta del piano terra vi è una moderna sala conferenze, ideale per animare la vita culturale della città con incontri ed eventi.
Il viaggio sensoriale e conoscitivo prosegue elevandosi verso la luce. Il livello superiore è il vero cuore espositivo dell’edificio, progettato per accogliere con grande versatilità gli ambienti principali della collezione museale. La transizione architettonica tra la vivacità pubblica del piano terra e la quiete del primo piano è affidata a un elemento di straordinario impatto visivo: una scala sospesa e sapientemente retroilluminata. Questa struttura non è solo un pratico collegamento verticale, ma si erge a scultura luminosa che guida l’ospite, garantendo una perfetta continuità percettiva tra i due livelli. Gli spazi aperti e ariosi permettono un’interazione costante con la luce naturale, offrendo agli allestimenti futuri una tela architettonica neutra, sofisticata e di grandissimo fascino.
Trasparenza ed Efficienza Energetica: Il Ruolo di Schüco
Per tradurre in solida realtà l’ambiziosa visione di un edificio permeabile e brillante, la selezione delle superfici trasparenti si è rivelata a dir poco strategica. Il prospetto principale si affida all’eccellenza tecnologica del sistema per facciate a montanti e traversi in alluminio Schüco FWS 50, installato con maestria dal Premium Partner Brighi Infissi srl. Questo sistema è stato scelto per l’innata capacità di fondere un rigoroso minimalismo formale con prestazioni termiche e strutturali di altissima gamma. La maglia architettonica, scandita su un elegante passo regolare di 2 metri, è stata oggetto di un complesso processo di customizzazione che ha dato vita a una lesena su misura per i montanti, con un’imponente sezione di 50 x 300 mm. Queste ampie lesene verticali non si limitano a definire il carattere estetico della facciata, ma agiscono come sofisticati dispositivi di controllo luminoso, sostituendo del tutto i tradizionali frangisole e regalando all’involucro infinite variazioni prospettiche a seconda dell’incidenza solare.
Spostando lo sguardo sul monumentale fronte ovest, l’ingegneria del serramento raggiunge proporzioni spettacolari. Le sfide progettuali hanno richiesto l’adozione di montanti a tutta altezza da 50 x 250 mm, capaci di elevarsi verticalmente fino a ben 9,55 metri senza alcun bisogno di travi rompitratta intermedie. Questo virtuosismo ingegneristico assicura una purezza visiva assoluta e ininterrotta, esaltando l’essenzialità estrema dell’involucro. Per le massime prestazioni energetiche, la struttura integra le eleganti aperture a sporgere Schüco AWS 114 SG.SI, finestre a scomparsa nel disegno “tutto vetro” che offrono un isolamento termico ottimale e una ventilazione naturale controllata. Le robuste porte antipanico Schüco ADS75HD.HI garantiscono la massima sicurezza preservando, al contempo, il perfetto equilibrio estetico del complesso. A coronamento del progetto, tutti i profili in alluminio sono rifiniti in una sofisticata tonalità testa di moro, un RAL 8017 semilucido che omaggia elegantemente la ruvida matrice industriale del sito, chiudendo il cerchio tra passato e futuro.
Foto: Federico Covre