Pavimenti

Parquet prefinito: tutti i vantaggi e idee d’arredo

Il parquet prefinito è una scelta intelligente per tutti gli amanti dei rivestimenti naturali. Con rapporto qualità-prezzo ottimale, tempistiche ridotte e resa estetica sorprendente, il parquet prefinito si abbina a diversi stili d’arredamento.

Quando si parla di parquet si intende un rivestimento per pavimenti in legno, dalla resa naturale e accogliente. Esistono diverse tipologie di parquet: tradizionale, prefinito, laminato. Quello che cambia è la composizione dei listoni di legno, nonché spessore e lunghezza, ma anche tempistiche e modalità di posa. Negli ultimi anni il parquet prefinito ha incontrato le maggiori preferenze per le sue caratteristiche uniche che lo rendono conveniente ed elegante.

Differenza tra parquet prefinito e parquet in legno massello

Il parquet tradizionale è detto anche monostrato perché composto da un unico strato di legno pregiato. Ogni listone è composto da un’unica essenza legnosa: un blocco spesso fino a 22mm che viene trattato dopo l’incollatura al pavimento. La posa di questo rivestimento richiede quindi circa quaranta giorni, tra stesa dei listoni e trattamenti con vernici speciali, cera e oli essenziali.

Completamente diversa è la situazione per il parquet prefinito. Si tratta di un rivestimento multistrato, poiché costituito da due o tre strati legnosi di composizione diversa. Nel dettaglio, solo quello più superficiale è di legno pregiato, di uno spessore tra i 3 e i 4 mm. Sotto di esso un supporto di legno povero o composito. La resa estetica è praticamente uguale, poiché la parete calpestabile e visibile è di legno nobile in tutte le essenze legnose possibili.

L’altra grande differenza consiste nella posa. Il parquet prefinito, come il nome lascia intendere, è un rivestimento i cui lavori di finitura sono già completati in fase di produzione. Questo significa che dopo la posa è pronto all’uso. Se per quello tradizionale ci vogliono circa quaranta giorni, per il pavimento prefinito spesso bastano 24 ore.

Parquet prefinito flottante

A proposito di posa, la scelta del parquet prefinito mette davanti a due opzioni: posa incollata o posa flottante. La prima è quella classica, con cui i listoni vanno a rivestire il pavimento tramite incollaggio. Si tratta di un procedimento più lungo e costoso, essenziale per il parquet tradizionale in legno massiccio ma spesso scelta anche per il prefinito.

Quest’ultimo, però, permette anche la posa flottante, che non prevede l’incollatura dei listoni. Qui, una volta preparato il fondo, rivestimento viene steso sopra uno strato di poliuretano espanso fonoassorbente, spesso accompagnato da un tappeto di plastica per combattere l’umidità. I listoni sono posizionati seguendo l’incastro maschio femmina che garantisce stabilità e resistenza. Si tratta di una tecnica che preserva il pavimento precedente ma anche il parquet stesso, utilizzabile in caso di futuro trasloco.

Essenze per tutti gli stili di arredamento

Il parquet prefinito, quindi, presenta costi e tempistiche inferiori rispetto a quello tradizionale, garantendo una resa estetica altrettanto ottimale. Anche per il parquet prefinito, infatti, è possibile scegliere tra varie essenze legnose che permettono di arredare la casa secondo i gusti personali.

Se il parquet in rovere rimane un evergreen che non passa mai di moda, l’ultima tendenza è quella del parquet doussiè prefinito. Si tratta di un legno africano molto resistente, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Le sue venature naturali, inoltre, sfumano da tonalità brune fino a nuance gialle e rossastre.

Per una casa in stile moderno, le cromie rosate del ciliegio sono l’ideale. Per gli amanti dello stile classico, invece, le tonalità scure wengé e teak o quelle chiare come acero, faggio e betulla si prestano a diversi abbinamenti. Il legno, infatti, si sposa con una parete in muratura o pietra naturale e con un piano cottura in marmo, accettando il contrasto sia con i materiali che con i colori.

Alessandro Chiarabini
Alessandro Chiarabini, 24 anni, due lauree e ancora tanta voglia di imparare. Il filo conduttore della mia formazione, dal liceo classico alla magistrale in pubblicità, passando per la triennale in filosofia, è sempre stata la comunicazione: comunicare significa condividere, entrare in relazione, stabilire un contatto. Per questo mi piace scrivere e raccontare di tutto quello che conosco e che vorrei conoscere: parlare è il modo migliore per aprire infinite possibilità di incontro. E cosa rappresenta l’unione e la convivialità meglio della casa? Quindi eccomi qua a parlare di arredamento, dettagli e sfumature, per entrare nelle case di tutti e conoscere, come diceva Wittgenstein, nuove “forme di vita”.

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