Case e appartamenti

Il mercato immobiliare degli affitti fluttua insieme alla pandemia

Drastico calo dei canoni d’affitto per l’Italia. Il mercato immobiliare fluttua insieme alle ondate della pandemia.

  • Dopo una breve stabilizzazione durante il Q3, i prezzi degli affitti sono di nuovo in calo in questo trimestre
  • Torino segna il calo dei canoni più significativo, seguito da Milano, Roma e Firenze
  • Gli studenti internazionali sembrano pronti a voler rimovimentare il mercato degli affitti a medio termine

HousingAnywhere, la piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti più grande al mondo, rilascia l’International Rent Index per il quarto trimestre del 2020. Se il terzo trimestre dello scorso anno mostrava il mercato degli affitti delle principali città europee in leggera ripresa, l’ultima ondata mondiale di casi di COVID-19 ha rimescolato nuovamente le carte e invertito questa tendenza nelle principali città italiane.

Non fa eccezione nemmeno l’Italia. Nel quarto trimestre del 2020, è Torino ad aver registrato il calo dei prezzi degli affitti più significativo rispetto allo scorso anno: –11,7% per le stanze private, per una spesa mensile di 386€, -7,2% per i monolocali, per una media di 646€, e -8,7% per i bilocali, per un costo mensile di 805€.

Milano si posiziona al secondo posto. Rispetto all’ultimo trimestre del 2019, i prezzi per le stanze singole hanno registrato un calo del -11,1%, per un canone medio mensile di 570€, i monolocali sono scesi del -3,1%, per un costo di 878€, e i bilocali del -3,4%, per una cifra media di 1,140€.

Non se la cavano meglio nemmeno Roma e Firenze. Nella Capitale si è registrato una diminuzione dei prezzi del -9,1% per le stanze singole, –6,3% per i monolocali e –0,4% per i bilocali (rispettivamente 536€, 786€ e 1,110€), mentre a Firenze i canoni per le stanze singole sono scesi del -6,6%, per i monolocali del -5,3% e per i bilocali del -5% (per un costo rispettivo di 430€, 656€ e 936€).

“I mercati degli affitti continuano a risentire delle ripercussioni della pandemia globale, i giorni di incertezza non sono ancora alle nostre spalle purtroppo. La didattica a distanza e lo smart working hanno creato una scarsa – se non assente – domanda di affitto da parte di universitari e giovani lavoratori. Da ottobre in poi il costo delle locazioni è notevolmente diminuito, e chi non ha lasciato la propria casa ha comunque tentato di strappare uno sconto al proprietario di casa”, ha dichiarato Djordy Seelmann, CEO di HousingAnywhere. “Ora c’è molta più scelta di mercato, e trovare un alloggio non è più così difficile. Chi infatti operava nel settore degli affitti turistici a breve termine, ha riconvertito i propri alloggi in soluzioni di tipo abitativo a medio lungo termine”.

Eppure, la situazione potrebbe velocemente cambiare una volta che i vaccini saranno disponibili su larga scala. La prevista ripresa dei mercati degli affitti durante il prossimo anno significherà anche il ripresentarsi del problema della carenza di alloggi, dato che quasi nessuna nuova soluzione abitativa è stata costruita o completata. Inoltre, sembrerebbe proprio che gli studenti internazionali non stiano perdendo tempo ora che studiare all’estero sembra di nuovo fattibile. Come risultato delle leggi americane anti-immigrazione e della Brexit, le università europee stanno iniziando a riportare aumenti nelle iscrizioni. Questo comporterà una carenza di alloggi nei segmenti di prezzo adatti agli studenti internazionali e, con i giovani professionisti nuovamente alla ricerca di soluzioni simili, la pressione sul mercato non potrà che aumentare.

L’Italia sembra essere una grande attrattiva per gli studenti internazionali e, se si giocherà bene le sue carte, potrebbe avere grandi guadagni di mercato. Da un report BridgeU[1], il Bel Paese risulta essere la prima scelta come destinazione europea dei giovani studenti (+83%), seguita dalla Germania (+53%).   

A proposito dell’HousingAnywhere Rent Index

Per questa ricerca HousingAnywhere ha analizzato 125.776 annunci immobiliari disponibili sulla piattaforma tra ottobre 2019 e dicembre 2020. Per garantire la rappresentatività dei dati, sono state escluse le proprietà che non hanno riscosso un interesse attivo da parte dei potenziali locatari, nonché le inserzioni che sono state considerate anomale. Gli immobili elencati come troppo costosi o troppo economici non sono stati presi in considerazione in questo rapporto in quanto altererebbero i dati. Nella relazione sono state incluse solo le città in cui il campione era sufficientemente elevato da garantire l’affidabilità dei dati, che prendono in considerazione le stanze singole in appartamenti condivisi, i monolocali e i bilocali.

A proposito di HousingAnywhere

HousingAnywhere è la piattaforma di affitto di alloggi per studenti, expat e giovani professionisti più grande al mondo, con oltre 50.000 annunci e più di 8 milioni di utenti in 60 Paesi. Oltre 150 università nel mondo consigliano ai propri studenti di utilizzare HousingAnywhere. L’azienda ha sede a Rotterdam e impiega attualmente 120 persone.

Fonte: Ufficio Stampa LEWIS


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