Bagni

Come ricavare un bagno in camera da letto?

Avere un secondo bagno in casa è sempre comodo, così come la sensazione di privacy e intimità di una sala da bagno tutta per sé: e allora, perché non ricavare un bagno in camera da letto?

Partiamo da un presupposto: gli spazi in casa non bastano mai. Man mano che passano gli anni, si iniziano a intravedere alcuni limiti nella propria abitazione e vengono in mente idee per migliorare la funzionalità della casa. La presenza di un secondo, o addirittura terzo, bagno rientra spesso all’interno di questi brainstorming per migliorare la qualità abitativa dentro casa. Così inizia a farsi spazio nella mente un’idea, una domanda: come ricavare un bagno in camera da letto?

L’idea di una camera da letto con bagno, infatti, da un lato evoca le suite e le camere di albergo, dall’altro si propone come soluzione pratica per la routine quotidiana. Magari la mattina, quando in fretta e furia bisogna fare colazione, lavarsi e vestirsi per andare a lavoro e portare i bambini a scuola. Oppure quando si rientra dopo un’intera giornata fuori casa e si ha voglia di fare una bella doccia rigenerante. In questi casi il bagno principale è quasi sempre occupato e il secondo bagno si presenta come l’unica soluzione.

Se gli spazi lo permettono, ricavare un bagno in camera da letto è davvero un’idea intelligente. Vediamo allora quali passaggi seguire e come creare un secondo bagno che sia funzionale e di design.

Ricavare un bagno in camera da letto: una questione di spazi e regole

La prima cosa da sapere quando si decide di ricavare un bagno in camera da letto è che non si tratta di un’operazione fai da te. Bisogna contattare tecnici ed esperti, come un architetto da esempio,  nonché rispettare misure e normative. Sia sulle dimensioni della camera da letto che per quelle della sala da bagno, infatti, esistono delle regole precise a cui attenersi.

Per esempio, anche a seguito dei lavori la camera dovrà rispettare le misure minime, vale a dire 9 mq per una singola e 14 mq per una matrimoniale. Anche nella composizione del bagno ci sono delle misure standard che vanno rispettate, dall’altezza di 240 cm alla distanza igienica e di sicurezza tra i sanitari.

Trattandosi di una lavoro strutturale che cambia la pianta della casa sarà poi necessario aggiornare la planimetria catastale. Allo stesso tempo, essendo un lavoro di ristrutturazione, sarà possibile accedere a eventuali bonus e agevolazioni.


Camera da letto con bagno: pro e contro

Al di là di tutte le questioni tecniche e burocratiche, la presenza di un bagno in camera apre a nuove abitudini e opzioni nello stile di vita. Per esempio, quanto è fastidioso doversi alzare la notte per andare in bagno e interrompere così il proprio riposo? Il bagno in camera rende tutto più comodo e veloce! Anche in caso di ospiti, il bagno principale può essere lasciato agli invitati mentre il secondo bagno più riservato viene utilizzato esclusivamente dai proprietari di casa. Senza dimenticare tutte le dinamiche citate in apertura: un secondo bagno risolve moltissimi problemi di convivenza, soprattutto in una giovane coppia che prova la prima esperienza insieme nel proprio bilocale, oppure subito dopo la nascita di un figlio che cambia radicalmente ogni abitudine ed esigenza.

Il bagno in camera, però, presenta anche alcuni aspetti se non proprio negativi quantomeno discutibili. Innanzitutto, toglie dello spazio in camera da letto. Certo, un bagno piccolo e completo si può ricavare anche con soli 4-5 mq, ma si tratta pur sempre di superficie calpestabile che viene tolta alla camera. Inoltre i rumori dettati dall’utilizzo: l’acqua che scorre nel lavabo, la luce che si accende, il sistema di areazione attivo in caso di bagno cieco, sono tutti elementi che possono disturbare il riposo.

Come una suite

Una volta compiuta la scelta di ricavare il bagno in camera da letto non resta altro che arredarlo. Come arredare il bagno in camera? La risposta a questa domanda dipenderà dallo spazio a disposizione. In caso di ampia metratura si può optare addirittura per un bagno con vasca, magari freestanding, che ricordi le suite degli alberghi. In caso di dimensioni più ridotte, come spesso accade, un box doccia ben curato, magari angolare per ottimizzare gli spazi, è una soluzione intelligente.

Per quanto riguarda i mobili da bagno il consiglio è quello di limitarsi all’essenzialità. Il bagno in camera rimane comunque il secondo o terzo bagno, ad uso strettamente riservato e quasi “di emergenza”. È importante che sia altamente funzionale e sempre pronto all’uso, senza troppi accessori e complementi d’arredo.

Un aspetto fondamentale è l’illuminazione. Il rischio, infatti, è quello di dar vita ad un ambiente buio e angusto, mentre il bagno deve sempre trasmettere una sensazione di relax e benessere. I giusti punti luce fanno la differenza: se il bagno è cieco, è necessario uno specchio ampio sopra il lavabo con luci led che diffondano la luminosità; se il bagno è dotato di finestra, bisogna giocare con la luce naturale, magari scegliendo le giuste tende per interni per creare un ambiente intimo e riservato ma brillante.

Alessandro Chiarabini
Alessandro Chiarabini, 24 anni, due lauree e ancora tanta voglia di imparare. Il filo conduttore della mia formazione, dal liceo classico alla magistrale in pubblicità, passando per la triennale in filosofia, è sempre stata la comunicazione: comunicare significa condividere, entrare in relazione, stabilire un contatto. Per questo mi piace scrivere e raccontare di tutto quello che conosco e che vorrei conoscere: parlare è il modo migliore per aprire infinite possibilità di incontro. E cosa rappresenta l’unione e la convivialità meglio della casa? Quindi eccomi qua a parlare di arredamento, dettagli e sfumature, per entrare nelle case di tutti e conoscere, come diceva Wittgenstein, nuove “forme di vita”.

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