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Cucine shabby chic: vintage e un pizzico di fantasia

Romantiche e vintage, le cucine shabby chic accendono la fantasia e trasportano in un passato lontano sempre affascinante. Ma quali sono gli elementi giusti per arredare una cucina in stile shabby chic?

Il trasandato elegante, l’usurato glamour che assume nuova luce e nuova vita. È questa la definizione, nonché la traduzione letterale, di shabby chic, lo stile di arredo e design sempre più in voga negli ultimi anni. Ci sono diversi motivi dietro alla sua esplosione, ognuno valido e che aggiunge qualcosa per capire come arredare al meglio un ambiente secondo questa linea estetica.

Da un lato lo stile shabby chic predilige l’utilizzo di materiali naturali, portando la sua attenzione verso il recupero di vecchi mobili e il restauro di oggetti antichi. In un’ottica di economia circolare, con costante attenzione all’ambiente e riduzione agli sprechi, lo stile shabby chic non poteva che avere grande diffusione. Dall’altro c’è la risposta alle tendenze estetiche contemporanee, quelle del minimalismo e dello stile industriale. Se una cucina industrial si caratterizza per l’aspetto freddo tecnologico, le finiture lucide, l’essenzialità degli elementi, la cucina shabby chic risponde con un ambiente caldo e accogliente, tipico delle antiche abitazioni di campagna.

È proprio da queste grandi cose che lo stile shabby chic prende vita. La chiave di lettura moderna associa questa linea estetica al vintage e al retrò, per la tendenza a recuperare oggetti del passato e a richiamare gli elementi tipici del country e del classico, ma sotto una nuova luce.

Come arredare una cucina shabby chic

Per arredare una cucina shabby chic c’è una sola parola d’ordine: legno. Questo è il materiale d’elezione da privilegiare in ogni aspetto, dai mobili ai complementi d’arredo. Il legno, infatti, è un materiale naturale che mostra con orgoglio i segni del tempo, grazie a cui le venature e le screpolature assumono un tratto decorativo e un valore aggiunto. 

Immancabile è la credenza, grande e imponente, meglio se con vetrate che permettano di osservarne il contenuto. Vicino ad essa un tavolo rotondo o rettangolare, circondato da sedie da cucina ampie e dalle gambe solide. Ognuno di questi elementi fa del legno naturale il proprio segno distintivo, tanto da evidenziarlo con tecniche di pittura e finitura che ne esaltino la longevità. Si tratta del decapé, la cui verniciatura lascia intravedere le venature e i segni sul legno, esaltandone la “vecchiaia”.

Per i rivestimenti, le maioliche dietro il piano cottura sono una scelta intrigante, così come le piastrelle in gres porcellanato per il pavimento. Qui è possibile optare per finiture dall’effetto anticato, oppure virare verso motivi floreali e geometrici semplici e raffinati. Proprio la fantasia floreale può essere utile per richiamare i tendaggi e i tessuti, che devono essere naturali e importanti. 

A livello cromatico dominano le tinte neutre e classiche, come bianco, avorio, beige e crema. Una scelta originale può essere il tortora, capace di donare carattere e colore all’intero ambiente.


Cucina shabby chic provenzale

Lo stile d’arredo shabby chic prende forma nelle case di campagna delle Gran Bretagna, lontano dai centri industriali e recuperando i vecchi materiali delle abitazioni signorili. Ma è in Provenza che lo stile shabby chic assume i suoi tratti romantici e sognanti. Dai profumati campi di lavanda si passa agli interni eleganti e calorosi, che richiamano la natura e le rendono omaggio.

La cucina shabby chic provenzale aggiunge romanticismo aggiunge poesia all’arredo classico. Un set da the con teiera in porcellana, tazzine e piattini colorati in bella vista, una piattaia a muro baciata dalla luce del sole. A centro tavola non può mancare un vaso con fiori freschi e a decorare i pensili rami secchi e piante da interno, quasi a ricreare una natura morta.

La cappa da cucina in legno ben visibile al centro della stanza che sovrasta il piano cottura deve essere la protagonista dell’arredo, mentre il lavello deve avere forme sinuose e arrotondate.

Tra modernità e passato

Attenzione: shabby chic non vuol dire trascurato! Tutto il contrario: una cucina shabby chic è curata nei minimi dettagli, dai mobili principali fino ai complementi d’arredo.

Per questo la cucina shabby chic si distingue per le sue decorazioni, per quegli oggetti che sembrano superflui e invece caratterizzano l’ambiente. Su pensili sospesi o attaccati al muro si trovano piatti in terracotta, scolapasta il ferro battuto, vecchi utensili da cucina in legno e in metallo antico. Un orologio da parete di design in stile retrò donerà quel tocco di modernità senza smentire il proprio animo vintage.

Infine, un occhio di riguardo per l’illuminazione. La cucina shabby chic si contraddistingue per una luce calda e soffusa, per cui bisogna evitare neon e lampade fredde. Meglio optare per un grande lampadario pendente dalla luce diffusa, capace di scaldare l’intero ambiente.

Cucine shabby chic moderne

Proprio la fusione di elementi vintage e arredi moderni dà vita alle cucine moderne shabby chic, una tendenza sempre più apprezzata dagli interior designer. Proprio l’ossimoro tra i due termini, l’invecchiato moderno, è il valore aggiunto di queste cucine. Il legno si trova a dialogare con finiture contemporanee e colori pastello, ponendosi in contrasto con materiali quali l’acciaio inox e il vetro temperato.
Anche a livello di composizione la cucina shabby chic moderna presenta dei caratteri distintivi. Dalla tipica disposizione lineare o ad angolo si passa alla cucina con isola o penisola, per dare freschezza e versatilità agli arredi che mostrano i segni del tempo. Qui possono venire impiegati gli sgabelli da cucina tipici dello stile industrial rivisitati però in chiave vintage e retrò: legno scuro e seduta profonda, magari con cuscini che riprendono i colori delle tende.

Alessandro Chiarabini
Alessandro Chiarabini, 24 anni, due lauree e ancora tanta voglia di imparare. Il filo conduttore della mia formazione, dal liceo classico alla magistrale in pubblicità, passando per la triennale in filosofia, è sempre stata la comunicazione: comunicare significa condividere, entrare in relazione, stabilire un contatto. Per questo mi piace scrivere e raccontare di tutto quello che conosco e che vorrei conoscere: parlare è il modo migliore per aprire infinite possibilità di incontro. E cosa rappresenta l’unione e la convivialità meglio della casa? Quindi eccomi qua a parlare di arredamento, dettagli e sfumature, per entrare nelle case di tutti e conoscere, come diceva Wittgenstein, nuove “forme di vita”.

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