Studio e ufficio

3 consigli per arredare un ufficio open space

Nuovi stili di lavoro significa anche nuovi spazi lavorativi: perché non puntare su un ufficio open space?

Nel corso degli ultimi anni le esigenze e le abitudini dei lavoratori sono cambiate notevolmente. Dal lavoro a distanza allo smart working agli orari flessibili, sono tante le novità che hanno trasformato le routine lavorative in ogni settore. Ecco perché è necessario che anche i contesti e gli ambienti lavorativi si trasformino di conseguenza, abbracciando questi cambiamenti per dar vita a una nuova forma di produttività e spirito aziendale.

Un’idea molto in voga è quella dell’ufficio open space. La metratura libera e la soluzione open space è molto ricercata anche dal punto di vista residenziale, perché permette una personalizzazione, una versatilità e un dinamismo davvero unici. Queste stesse qualità si possono applicare anche all’ufficio tradizionale, che così cambierà look per guardare al futuro e vincere tutte le sfide che aspettano l’azienda.

Spazio libero significa infinite possibilità di arredo, quindi anche difficoltà nella scelta. Come arredare, allora, un ufficio open space?

Uffici moderni open space: cosa non può mancare

Il primo consiglio è quello di includere nell’arredo e nell’organizzazione degli spazi un ambiente interamente dedicato al relax. Ma come, per arredare un ufficio si parte dalla zona dove non si lavora!? Proprio così, perché l’idea dell’ufficio open space è quella di creare un ambiente dove produttività e relax si integrano alla perfezione, diventando un qualcosa di unico: una sinergia che aumenta la positività, lo spirito collaborativo e dunque la produttività.

Nell’area relax non può chiaramente mancare la macchinetta del caffè, meglio ancora se automatica. Il coffee break è il momento di svago in cui avvengono le migliori chiacchierate, da cui possono nascere spunti creativi e soluzioni imprevedibili. Per trasmettere una sensazione di comfort e serenità, perché non inserire delle colorate e simpatiche poltrone a sacco? Un’idea divertente e allo stesso tempo elegante per staccarsi dalla sedia e dalla scrivania. 

In aggiunta si potrebbe inserire una lavagna su cui appuntare gli aneddoti e gli avvenimenti più divertenti, obbligatoriamente da decorare con gli stickers lavagna. In questo modo l’ufficio diventerà un ambiente produttivo e creativo di grande serenità e gioia.

Come arredare un ufficio open space?

Massima produttività con postazioni di lavoro flessibili e comode. Il secondo consiglio per arredare un ufficio open space è quello di creare postazioni di lavoro ergonomiche e versatili. Come? Scrivanie extra-large con sistemi di archiviazione modulari integrati e prese per la corrente incluse, sedie da gaming per garantire la massima comodità, lampade da scrivanie regolabili meglio ancora se dotate di lampadine smart.

Il tutto in un ambiente che deve trasmettere serenità per favorire la produttività. Per quanto riguarda i colori, quindi, meglio puntare su una palette cromatica dalle nuance chiare che richiamano la natura. Per i rivestimenti, molto apprezzato è il parquet proprio per il suo carattere fortemente naturale. A tal proposito non possono mancare punti verdi: piante da interni lungo le pareti e piante da appartamento anche sulle scrivanie, magari all’interno di vasi di design per arredare con i vasi.

Perché non puntare sul coworking?

Il terzo consiglio per arredare un ufficio open space è quello di organizzare e dividere gli spazi utilizzando i pannelli fonoassorbenti. Si tratta di pannelli divisori modulari e manovrabili, che possono essere montati e smontati in poco tempo per creare aree riservate tra le diverse business unit. I pannelli fonoassorbenti sono ideali anche per creare una sorta di sala riunioni separata, oppure per dividere le postazioni lavorative senza però creare vere e proprie pareti divisorie. L’utilizzo di questi pannelli permette di creare un ufficio flessibile in tutti i sensi, dando un’idea di dinamismo e agilità che amplia l’idea di spazialità e quindi aumenta la creatività.In quest’ottica, perché non sfruttare l’ufficio open space per creare anche uno spazio dedicato al co-working? Mettere a disposizione di liberi professionisti e collaboratori esterni il proprio spazio lavorativo consentirà di creare un ambiente di scambio davvero creativo, favorendo il networking e la circolazione di idee.

Alessandro Chiarabini
Alessandro Chiarabini, 24 anni, due lauree e ancora tanta voglia di imparare. Il filo conduttore della mia formazione, dal liceo classico alla magistrale in pubblicità, passando per la triennale in filosofia, è sempre stata la comunicazione: comunicare significa condividere, entrare in relazione, stabilire un contatto. Per questo mi piace scrivere e raccontare di tutto quello che conosco e che vorrei conoscere: parlare è il modo migliore per aprire infinite possibilità di incontro. E cosa rappresenta l’unione e la convivialità meglio della casa? Quindi eccomi qua a parlare di arredamento, dettagli e sfumature, per entrare nelle case di tutti e conoscere, come diceva Wittgenstein, nuove “forme di vita”.

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